Note di variazione IVA nelle procedure concorsuali e procedure esecutive, vediamo le regole

La Legge di Bilancio per il 2017 (Legge n. 232/2016), ancora prima che le novità normative introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015) in tema di note di variazione IVA entrassero in vigore, ne ha previsto la parziale cancellazione.
Pertanto ad oggi, qualora un contribuente si trovasse nelle necessità di emettere nota di variazione IVA contro un soggetto sottoposto a procedura concorsuale, dovrà ritenere valide le regole vigenti ante Legge di Stabilità 2016.
Con il presente intervento vogliamo “ridefinire”, speriamo in maniera definitiva, la norma che regola l’emissione ed il trattamento fiscale delle note di variazione.
La Legge di Stabilità 2016
La Legge n. 208/2015, modificando l’articolo 26, D.P.R. n. 633/72 aveva introdotto novità in tema di note di variazioni IVA di cui alcune avevano trovato applicazione già dal 2016 ed altre, invece, sarebbero dovute entrare in vigore dal 2017.
In particolare, con riferimento a note credito per mancato pagamento, in tutto o in parte, era stato stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2017, con riferimento alle procedure aperte successivamente al 31 dicembre 2016, il documento di rettifica potesse essere emesso:

in presenza di una procedura concorsuale, ovvero di un accordo di ristrutturazione dei debiti, o ancora di un piano attestato di risanamento, dal momento di assoggettamento alla procedura / decreto di omologa dell’accordo / pubblicazione nel Registro delle Imprese (nuovo comma 4, lettera a)). È importante considerare in tale contesto che, come in passato:

il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale:

dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento;

del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa;

del decreto di ammissione al concordato preventivo;

del decreto che dispone l’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi;

in capo all’acquirente / committente non sussiste l’obbligo di annotazione della nota di credito nel registro delle fatture emesse / corrispettivi;

in ragione di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose (nuovo comma 4, lettera b)). A tal proposito si ricorda che, in base al nuovo comma 12, una procedura esecutiva individuale è da considerarsi infruttuosa in caso di:

pignoramento presso terzi, quando dal verbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario viene evidenziata l’inesistenza di beni / crediti da pignorare;

pignoramento di beni mobili, quando dal verbale di pignoramento redatto dall’ufficiale giudiziario non risultano beni da pignorare, ovvero viene verificata l’impossibilità di accesso al domicilio del debitore, od anche la sua irreperibilità;

asta per la vendita del bene pignorato andata deserta per tre volte consecutive con conseguente interruzione della procedura esecutiva per eccessiva onerosità.

Ovviamente, in caso di incasso totale o parziale del corrispettivo, successivo all’emissione della nota credito, il contribuente sarebbe stato tenuto all’emissione di corrispondente nota di debito (nuovo comma 6).
Infine la nota di credito poteva essere emessa, ricorrendone i presupposti, anche da parte dell’acquirente / committente, debitore dell’imposta, tramite l’applicazione del reverse charge ex articoli 17 o 74, D.P.R. n. 633/72, o 44, D.L. n. 331/93 (nuovo comma 10).
In sostanza la nuova norma autorizzava l’emissione della nota di accredito in relazione all’IVA addebitata e mai incassata dal creditore, senza dover attendere i lunghi tempi necessari per la conclusione dell’iter concorsuale.
Erano infatti stabilite distinte decorrenze per le diverse previsioni; di seguito se ne fornisce una schematizzazione:

Procedure concorsuali e emissione nota di variazione in diminuzione

Procedure concorsuali

Dalla data in cui il cessionario / committente è assoggettato a una procedura …

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