Richiesta di risarcimento del danno, anche non patrimoniale, per notifica di cartella esattoriale errata

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 28 marzo 2017

una recentissima sentenza di Cassazione tratta del risarcimento del danno - patrimoniale e non patrimoniale - a favore del contribuente che riceve una cartella esattoriale errata: la sentenza analizza le responsabilità della pubblica amministrazione (nel caso in esame la società di riscossione e un Comune quale ente impositore), pertanto ne offriamo un riassunto ragionato

Processo_TributarioLa Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 7437 del 23.3.2017, ha chiarito un interessante aspetto, in tema di possibilità di risarcimento del danno non patrimoniale in caso di ricezione di un’errata cartella.

Nel caso di specie, il contribuente conveniva dinanzi al giudice di pace di Catania SERIT Sicilia S.p.A. (attualmente Riscossione Sicilia S.p.A.) e il Comune di Catania chiedendone la condanna solidale a risarcirgli danno patrimoniale e danno non patrimoniale, che sarebbero a lui derivati dall'emissione di ruoli e cartelle esattoriali di pagamento poi annullati.

Il danno patrimoniale veniva indicato nelle spese del relativo giudizio sfociato nell'annullamento.

Per il danno non patrimoniale si chiedeva invece una liquidazione equitativa.

Il giudice di pace di Catania, in accoglimento della domanda risarcitoria, condannava solidalmente i convenuti a corrispondere all'attore la somma di 1.000 Euro, "quale rifusione del danno patrimoniale e morale", nonché a rifondergli le spese di causa. Avendo proposto appello principale SERIT Sicilia S.p.A. e appello incidentale il Comune di Catania, il Tribunale di Catania dichiarava inammissibile l'appello incidentale e rigettava quello principale.

Riscossione Sicilia S.p.A. presentava infine ricorso per cassazione, denunciando violazione del principio del giudicato (ne bis in idem), dal momento che il giudice che aveva annullato le cartelle aveva già compensato le spese processuali, e dunque, a suo avviso, il giudice di pace che aveva condannato l’Ente al risarcimento del danno patrimoniale aveva violato il relativo giudicato.

Il ricorrente denunciava poi, tra le altre, che, quanto al danno non patrimoniale, occorreva in realtà valutare la gravità dell'offesa, in quanto la lesione deve in tali casi superare una soglia minima, al fine di bilanciare il principio di solidarietà nei confronti della vittima del danno con