Requisiti ed efficacia della consulenza tecnica nel processo tributario

di Isabella Buscema

Pubblicato il 15 febbraio 2017

la consulenza tecnica d'ufficio nel processo tributario uno strumento processuale ancora poco utilizzato. In questo articolo puntiamo il mouse sui casi in cui è ammissibile e approfondiamo quando ricorrono le valide ragioni per ammetterla
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Nomina e natura giuridica

La nomina del consulente da parte del giudice non è discrezionale e presuppone la necessità di acquisire la relazione di un esperto in particolari discipline, valorizzando la sua specifica conoscenza sul versante tecnico.

La consulenza tecnica di ufficio, non essendo qualificabile come mezzo di prova in senso proprio, perché volta ad aiutare il giudice nella valutazione degli elementi acquisiti o nella soluzione di questioni necessitanti specifiche conoscenze, è sottratta alla disponibilità delle parti ed affidata al prudente apprezzamento del giudice di merito.

La Commissione tributaria può non ammettere la consulenza tecnica d’ufficio allorché ritenga idonee e sufficienti per la decisione della controversia, le risultanze processuali. La consulenza tecnica d’ufficio non è un mezzo di prova bensì uno strumento di ausilio alla formazione del patrimonio conoscitivo su cui può basarsi la decisione del giudice.

La consulenza può essere disposta purché sia utile per la pronuncia finale (rilevante) e pertanto la nomina del consulente tecnico richiede valide ragioni. L’acquisizione della consulenza tecnica attiene alla fase istruttoria mentre la sua valutazione appartiene alla fase decisoria

L’art. 7 del D.Lgs. n. 546 del 1992 condiziona la possibilità per il giudice tributario di avvalersi della consulenza tecnica alla necessità di “acquisire elementi conoscitivi di particolare complessità”; in ambito civilistico l’art. 61 c.p.c. più genericamente consente al giudice di avvalersi di uno o più consulenti “quando è necessario”. È consentito, quindi, l’impiego da parte del giudice tributario della consulenza tecnica al fine di esaminare registri e documenti contabili, a condizione che ricorrano questioni tecniche di particolare complessità.

La consulenza è uno strumento di conoscenza tecnica e non una prova1, necessaria o comunque utile, qualora manchino al giudice gli strumenti conoscitivi tecnico-scientifici, in materie che il giudice non è tenuto a conoscere.

Principio iudex peritus peritorum

Le valutazioni del consulente tecnico di ufficio non hanno carattere vincolante per il giudice. Nell’ordinamento vige il principio iudex peritus peritorum, in virtù del quale è sempre consentito al giudice di merito disattendere le argomentazioni tecniche svolte nella relazione dal consulente tecnico d’ufficio, non solo allorché le argomentazioni spese dal consulente siano intimamente contraddittorie, ma anche quando il giudice ritenga di poter sosti