Non Performing Loans: tutti in banca parlano l’inglese proviamo a tradurre

montedeipaschi-porta-antica-CTUno degli anglicismi più in voga nel settore bancario ultimamente è Non Performing Loans (acronimo NPL), anzi forse è uno degli anglicismi più in voga in tutta Italia in quanto viene citato giornalmente in tutte le notizie che riguardano i problemi del settore bancario, soprattutto se si parla del salvataggio di banca Monte dei Paschi di Siena.

Duccio non si fe’ con usura

nè Piero della Francesca o Zuan Bellini

nè fu ‘La Calunnia’ dipinta con usura”.

E. Pound Canto XLV, Contro l’usura

Cosa sono di fatto i famigerati Non Performing Loans?

La traduzione letterale è “crediti non performanti” in pratica si tratta di quei crediti concessi dal sistema bancario che denotano difficoltà di restituzione da parte del cliente; in italiano sono definiti crediti deteriorati.

Di fatto, i non performing loans sono attività (per la banca) che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori nei tempi e nelle modalità previste dal contratto. Si tratta di crediti per i quali la riscossione appare incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell’incasso. Possono essere distinti in varie categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze (utilizziamo la terminologia più nota e non quella tecnica). Vediamo ora le principali categorie di NPL presenti nei bilanci bancari.

Banca d’Italia definisce le sofferenze come crediti la cui riscossione non è certa da parte degli intermediari (le banche) che hanno erogato i finanziamenti perché i soggetti debitori risultano in stato di insolvenza (anche non accertato giudizialmente) o in situazioni equiparabili all’insolvenza. Per ovviare a questo genere di rischi gli intermediari creditizi devono accantonare delle riserve apposite in proporzione al credito a rischio e alla sua condizione. Gli accantonamenti per tali riserve incidono sul risultati economici anche in modo importante.

Gli incagli rappresentano delle esposizioni nei confronti di soggetti in situazione di difficoltà obiettiva, ma temporanea. A differenza delle sofferenze pertanto gli incagli rappresentano dei crediti che in un congruo periodo di tempo si suppongono ancora recuperabili. In una scala del rischio dunque gli incagli si pongono un gradino al di sotto delle sofferenze e richiedono pertanto accantonamenti inferiori nelle riserve contro il rischio.

Un altro genere di crediti deteriorati è costituito dalle esposizioni ristrutturate. Con tale termine si individuano le esposizioni che una banca modifica variando a proprio sfavore le condizioni contrattuali e subendo una perdita. Il cambiamento è generalmente dettato da un deterioramento delle condizioni finanziarie del debitore che non riesce ad ottemperare al rientro del prestito alle condizioni previste. La gestioni delle “ristrutturazioniva valutata con estrema attenzione sia per gli effetti sulla posizione complessiva del cliente, sia per le necessitò del cliente.

Un ultimo tipo di credito deteriorato è costituito dalle esposizioni scadute e/o sconfinanti: si tratta in genere di esposizioni che non risultano inquadrabili nelle categorie precedenti e risultano non onorate da oltre 90 giorni.

L’accantonamento delle riserve

Come detto, le banche a fronte della presenza di crediti deteriorati devono prudenzialmente accantonare delle risorse per far fronte all’eventualità che il cliente non restituisca i “prestiti” (useremo una definizione generica) secondo le pattuizioni contrattuali. Questi accantonamenti incidono sui bilanci delle banche in quanto diventano costi dell’esercizio e possono azzerare gli utili o portare in perdita il risultato della gestione.

Gli accantonamenti sono necessari in quanto le banche non utilizzano fondi propri per l’erogazione dei prestiti (rectius utilizzano il proprio capitale in percentuale minima a copertura dei prestiti concessi): le banche si finanziano sia raccogliendo i depositi da parte dei risparmiatori (il depositante di fatto è un ) che sul mercato dei capitali (ad esempio tramite emissione di obbligazioni). Nel caso in cui un prestito concesso non venga restituito si trovano nella condizione di rischio di non poter a sua volta restituire i fondi presi a prestito.

che il denaro si dia

a chi sia per impiegarlo più utilmente

a prò delle case loro, o a benefitio

de’ negotii di campo, come ancora di lana, di seta

E. Pound Canto XLII

Nell’attività di concessione del credito il fatto che una serie di posizioni finiscano per deteriorarsi è fisiologico, le riserve accantonate dovrebbero coprire il rischio fisiologico di insolvenza del cliente. L’esplosione dei crediti deteriorati può causare grossi problemi nella gestione della banca fino al possibile bail in: in pratica se la banche non riesce a recuperare i fondi prestati ai propri clienti non riuscirà a soddisfare depositanti e obbligazionisti (il ragionamento semplifica in modo estremo il funzionamento dell’azienda bancaria).

Uno dei problemi del Monte dei Paschi è proprio l’elevato valore (oltre tre miliardi di euro) di crediti deteriorati di cui è difficile valutare in modo corretto le possibilità e le tempistiche di recupero. Il rischio è che i fondi accantonati sui crediti deteriorati non siano sufficienti a coprire le perdite effettive: perdite che si misureranno al termine delle procedure di recupero (se gestite dalla banca) o al momento della cessione (se la banca deciderà di cedere i crediti deteriorati a terzi).

Pertanto, non solo la banca ha chiuso numerosi esercizi in perdita fronte degli accantonamenti già effettuati, vi è il (fondato) rischio che al momento dello smobilizzo degli NPL emergano nuove perdite in quanto tali crediti sono ancora sovrastimati

CONTRO NATURA

Ad Eleusi han portato puttane

carogne crapulano

ospiti d’usura.

E. Pound Canto XLV, Contro l’usura

Nota: tutte le citazioni sono prese dai Cantos di Ezra Poud in quanto nel Canto XLIII Pound cita espressamente il Monte dei Paschi come esempio (lontano nel tempo) di virtù bancaria (“un Monte per il bene futuro della città / giusto mezzo a degno fine”)

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28 gennaio 2017

Luca Bianchi e Daniele Marrone

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