Bilancio d'esercizio in perdita: quali adempimenti vanno posti in essere?

Se il bilancio di una società di capitali chiude in perdita occorre osservare una serie adempimenti previsti al Codice civile, che cambiano in funzione dell’entità della perdita registrata. Una perdita comporta la diminuzione sostanziale del patrimonio netto: in alcuni casi essa va formalizzata tramite riduzione del capitale sociale, in altri casi la riduzione è solo volontaria o, almeno, l’esecuzione può essere differita. Le situazioni che si possono verificare possono essere rappresentate in tre casi principali:

riduzione volontaria per perdite;
riduzione obbligatoria con effetto differito;
riduzione obbligatoria con effetto immediato.

L’utilizzo prioritario delle riserve
La regola fondamentale in tema di copertura delle perdite è che in presenza di riserve queste vanno utilizzate fino a concorrenza del loro ammontare, prima di di imputare le perdite al capitale sociale. Per cui, in presenza di riserve sufficienti a coprire le perdite registrate, non occorre apportare alcuna riduzione di capitale sociale.
Esempio di utilizzo prioritario delle riserve
Si supponga che una società con capitale sociale d 20.000 euro abbia registrato una perdita d’esercizio di 35.000 euro e abbia una riserva straordinaria di euro 30.000 euro. In tal caso, essendo la perdita non coperta dalla riserva straordinaria solo per 5.000 euro, per tale importo graverà sul capitale sociale. Poiché la perdita residua non incide sul capitale sociale per più di 1/3, non esiste un obbligo di immediata riduzione del capitale sociale, sebbene fino al reintegro del capitale sociale non sarà possibile distribuire dividendi ai soci. Tuttavia se i soci volessero eseguire la riduzione di capitale sociale, a tutti gli effetti volontaria, non dovrebbero applicare le regole stabilite dall’articolo 2482 del codice civile (cioè iscrizione della delibera al registro imprese, attesa di 90 giorni per verificare le eventuali contestazioni dei creditori, e successivamente effettivo atto di riduzione del capitale sociale).
La copertura della perdita determina una semplice riqualificazione del netto
L’operazione di copertura delle perdite mediante l’utilizzo del capitale sociale, in realtà, non appare come operazione che deve essere portata a conoscenza dei terzi per poter garantire l’impugnabilita’ della delibera, essendo l’operazione in discorso, una semplice riqualificazione del Patrimonio Netto sul quale la perdita di bilancio ha già inciso. Infatti, si tratta di dare la forma ad un’operazione che sotto il profilo sostanziale ha già ridotto il netto societario.
La riduzione del capitale oltre 1/3 ma sopra il minimo legale
Si tratta dell’ipotesi di cui all’articolo 2482 bis del codice civile (per le s.r.l.) prevede che scattino adempimenti obbligatori quando la perdita ha incidenza rilevante senza però ledere il minimo legale. L’incidenza rilevante è stabilita nella misura di un terzo, ad esempio, di 8 mila euro rispetto a un capitale di 20 mila euro. Tale situazione comporta l’obbligo per gli amministratori di convocare l’assemblea dei soci senza indugio e presentare loro una situazione patrimoniale e una relazione su quest’ultima, relazione che va depositata presso la sede sociale almeno otto giorni prima rispetto alla data dell’assemblea. Non adempiendo in tal senso, scatterebbero le sanzioni previste dall’art. 2631 del cod. civ.

Spetterà ai soci scegliere se procedere alla immediata riduzione del capitale sociale per perdite ovvero rimandare l’operazione sperando in un’inversione dell’andamento negativo e nel conseguimento di utili da portare a copertura delle perdite pregresse.
Perdite rilevanti con violazione del minimo legale
La riduzione di capitale più delicata è quella disciplinata dall’articolo 2482 ter del Codice civile (2447 per le Spa), riguardante il caso di una perdita superiore 1/3 del capitale, con capitale che scende al di sotto del limite legale. Stando all’esempio …

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