Dichiarazione congiunta: è ammissibile il ricorso della moglie per l’accertamento del marito?

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 16 novembre 2016

in caso di dichiarazione congiunta, se viene notificata un avviso di accertamento ad uno dei codichiaranti, l'altro dichiarante può ricorrere dato che è responsabile di imposte sanzioni e interessi?
sul-filo-immagineCon la sentenza n. 20131 del 7 ottobre 2016 la Corte di Cassazione torna ad affrontare le problematiche legate alla dichiarazione congiunta. La Corte prende le mosse dall’art. 17, della L. n. 114 del 1977, secondo cui "E' in facoltà dei coniugi non legalmente ed effettivamente separati, presentare su unico modello la dichiarazione unica dei redditi di ciascuno di essi… Gli accertamenti in rettifica sono effettuati a nome di entrambi i coniugi e notificati a norma del comma precedente. I coniugi sono responsabili in solido per il pagamento dell'imposta, soprattasse, pene pecuniarie e interessi iscritti a ruolo a nome del marito".

Per la Corte la norma “non preclude alla moglie, coniuge codichiarante, la proposizione di un'autonoma impugnazione per contestare gli accertamenti a carico del marito, cui non è attribuita la legittimazione ad agire anche per la coniuge, venendo altrimenti vulnerato il diritto di difesa della moglie, che rimane corresponsabile delle maggiori imposte e degli accessori relativi a quell'accertamento, e non ostando a ciò la circostanza che l'avviso di accertamento debba essere notificato al marito. Neppure la mancata impugnazione da parte del dichiarante dell'avviso di accertamento notificatogli preclude alla moglie codichiarante di impugnare autonomamente, anche mediante l'impugnazione dell'avviso di mora ovvero della cartella di pagamento a lei diretti, l'accertamento notificato al marito e di far valere in tale sede tutte le ragioni di contrasto con la pretesa tributaria (Cass. n. 23553 del 2015 e le sentenze ivi citate Cass. n. 19896 del 2006, n. 2021 del 2003, n. 12371 e n. 5169 del 2002, n. 2168 del 2001)”.

Del pari, osserva la Corte, “ove un avviso di accertamento che inerisca alla posizione reddituale della moglie sia stato notificato, come nel caso in esame, solo alla codichiarante, tale accertamento non potrà essere opposto al coniuge dichiarante, solidalmente responsabile. In sintesi se ne deduce che l'avviso di accertamento è opponibile al contribuente solo e soltanto se sia stato portato a sua diretta conoscenza”.

Pertanto, “la circostanza che l'avviso di accertamento sia stato indirizzato e notificato al solo coniuge i cui redditi sono stati rettificati rende inopponibile all'altro coniuge le rettifiche apportate ma non vizia l'atto dell'amministrazione. La notificazione è una mera condizione di efficacia e non un elemento costitutivo dell'atto amministrativo di imposizione tributaria, cosicchè il vizio di nullità ovvero di ine