Omessa dichiarazione e recupero ai tempi supplementari

cronometroIl contribuente che entro il 30 settembre scorso non abbia provveduto alla trasmissione telematica della dichiarazione ha la possibilità di regolarizzare l’omissione. Infatti, anche dopo la scadenza del termine ordinario per la trasmissione delle dichiarazioni fiscali, il contribuentepuò inviare il modello UNICO entro 90 giorni (dichiarazione tardiva) ovvero anche oltre tale termine, corrispondendo le sanzioni dovute e – se del caso – anche le imposte non versate.

L’omessa presentazione della dichiarazione si realizza nei seguenti casi:

– mancata presentazione della dichiarazione;

– presentazione della dichiarazione con un ritardo superiore a 90 giorni rispetto al termine fissato per l’invio.

E’, dunque, il termine dei 90 giorni quello oltre il quale scatta la violazione amministrativa di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Inoltre, la fattispecie di omessa presentazione della dichiarazione si realizza, oltre che nell’ipotesi di mancata presentazione, anche nelle ipotesi in cui la presentazione della dichiarazione è espressamente considerata omessa o nulla, e precisamente:

  • dichiarazione dei redditi presentata con ritardo superiore a 90 giorni: in tal caso la dichiarazione è considerata omessa, ma costituisce titolo per la riscossione dell’imposta in base agli imponibili in essa indicati;

  • dichiarazione dei redditi redatta su stampati non conformi ai modelli ministeriali: in tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati;

  • dichiarazione dei redditi non sottoscritta: in tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati. La nullità può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’ufficio territorialmente competente.

In base agli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, l’omessa presentazione della dichiarazione può essere regolarizzata nei 90 giorni successivi con la sanzione ridotta di 1/10 del minimo, da applicarsi a 250 euro, quindi pari a 25 euro, mentre la correzione negli stessi 90 giorni di una dichiarazione regolarmente presentata determina il costo in termini sanzionatori di circa 28 euro. La stranezza è che: “regolarizzare una dichiarazione omessa sia meno onerosa rispetto alla regolarizzazione delle violazioni relative ad una dichiarazione tempestivamente presentata”.

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 42/E del 12 ottobre 2016, fornisce chiarimenti in merito.

In passato, in diversi documenti di prassi (ad esempio circolare n. 11/E/2010), era stato affermato il principio dell’assimilazione di una dichiarazione integrativa inviata nei novanta giorni ad una dichiarazione tardiva, presentata sempre nei novanta giorni. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Occorre partire dal fatto che l’art. 2, comma 7, D.P.R. n. 322/1998, dispone che si considerano valide le dichiarazioni presentate nei novanta giorni successivi alla scadenza del termine, salva l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Dopo tale termine, le dichiarazioni si intendono omesse, ma costituiscono titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili indicati.

Successivamente, la circolare n. 23/E del 25 gennaio 1999 dell’Agenzia delle Entrate è risultato il punto di riferimento, perlomeno quanto alla prassi, per l’ipotesi di dichiarazione tardiva, presentata (per la prima volta) nei novanta giorni successivi al termine ordinario di scadenza. Il documento specificò che la presentazione di una dichiarazione tardiva (allora veniva considerata tale quella presentata nei trenta giorni successivi al termine ordinario di scadenza) comportava, in ipotesi di ravvedimento operoso, l’applicazione della sanzione ridotta pari ad un ottavo del minimo di quella…

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