La funzione integrativa dei documenti non conosciuti

L’obbligo di materiale allegazione del documento non conosciuto dal contribuente (almeno formalmente), si rende indispensabile solo se ed in quanto l’atto impositivo non rechi già in motivazione la trascrizione (anche limitatamente al suo contenuto essenziale) del documento cui fa rinvio.
Sono queste le conclusioni cui giunge la Corte di Cassazione nella sentenza n.3102 del 17 febbraio 2016.
Per la Corte, tale obbligo è infatti giustificato dalla “funzione integrativa” che quel documento può svolgere rispetto all’esternazione delle ragioni della pretesa al destinatario dell’atto, perciò non riguardando quei documenti che, per quanto indicati nell’atto impositivo, non rivestano carattere essenziale, non svolgendo una funzione esplicativa “dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche” sui quali è fondata la determinazione dell’amministrazione finanziaria”. Come ulteriormente chiarito dalla Corte, “il contribuente ha, infatti, diritto di conoscere tutti gli atti il cui contenuto viene richiamato per integrare tale motivazione, ma non il diritto di conoscere il contenuto di tutti quegli atti, cui si faccia rinvio nell’atto impositivo e sol perché ad essi si operi un riferimento, ove la motivazione sia già sufficiente (e il richiamo ad altri atti abbia, pertanto, mero valore narrativo), oppure se, comunque, il contenuto di tali ulteriori atti (almeno nella parte rilevante ai fini della motivazione dell’atto impositivo) sia già riportato nell’atto noto” (Cass. n. 26683/2009, n. 4851/2015). Di conseguenza, osserva la Corte, “in caso di impugnazione dell’avviso sotto tale profilo, non sarebbe sufficiente per il contribuente dimostrare l’esistenza di atti a lui sconosciuti cui l’atto impositivo faccia riferimento, occorrendo, invece, la prova che almeno una parte del contenuto di quegli atti, non riportata nell’atto impositivo, sia necessaria ad integrarne la motivazione (v. Cass. n. 6914/2011, n. 13110/2012, n. 25153/2013, n. 9032/2013, n. 11967/2014)”.
La Corte, quindi, conclude affermando che “l’obbligo di motivazione degli atti tributari possa essere adempiuto anche per relationem, tramite il riferimento a elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, a condizione che ne sia riportato il contenuto essenziale, per tale dovendosi intendere l’insieme di quegli elementi (oggetto, contenuto e destinatari dell’atto o del documento) che, per un verso, risultino necessari e sufficienti a fondare il provvedimento adottato, e per altro verso consentano al contribuente di individuare gli aspetti specifici dell’atto richiamato che contribuiscono a sostenere la motivazione del provvedimento adottato nei suoi confronti, per consentirgli l’esercizio del diritto di difesa (Cass. n. 960/2015, n. 1906/2008)”.
Brevi riflessioni
Se con la sentenza n. 13254 del 26 giugno 2015 la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l’avviso di accertamento, motivato per relationem al pvc, non allegato allo stesso ma solo reso “disponibile in visione” presso l’Ufficio accertatore (osserva la Corte che “negli avvisi era stato dato atto che il pvc era disponibile in visione integrale presso l’Ufficio”, e, successivamente, lo stesso Ufficio, nel costituirsi in primo grado, aveva prodotto la copia integrale del Pvc), con la sentenza n. 16618 del 7 agosto 2015 la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimamente conosciuto da parte del contribuente il Pvc, pur se non allegato all’atto di accertamento, ma notificato a parte agli eredi.
I contribuenti, nella qualità di eredi, hanno impugnato l’avviso di accertamento emesso dall’Ufficio per IRPEF 1997. L’adita CTP ha accolto il ricorso, ritenendo essere stato violato l’art. 7 dello Statuto del Contribuente (L. n. 212 del 2000) per la mancata allegazione all’avviso del Pvc richiamato in motivazione. La CTR ha parzialmente accolto l’appello dell’Ufficio; in particolare, per quel che qui ci interessa, la CTR ha evidenziato che “il pvc era stato effettivamente conosciuto dal…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:


Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it