Il ruolo è sempre impugnabile (cosa è il ruolo, cosa è l'estratto di ruolo)

Si prende spunto da alcune recenti sentenze della Corte di Cassazione e di dei giudici di merito per fare chiarezza sul tema dell’impugnabilità del ruolo.
Natura giuridica del ruolo
Per quanto riguarda la natura giuridica del ruolo, esso costituisce “l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario” (art. 10 del D.P.R. n. 602/1973, recante norme in materia di riscossione delle imposte).
Nel ruolo sono iscritte, le imposte, le sanzioni e gli interessi, alla stregua di somme dovute dai contribuenti. Mediante il ruolo si effettua la riscossione coattiva delle Entrate dello Stato (art. 17 D. Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46,) nonché anche di quelle diverse dalle imposte sui redditi, e di quelle degli altri enti pubblici e previdenziali; la riscossione si può effettuare coattivamente anche mediante ruolo affidato ai concessionari, relativamente alle entrate delle regioni, delle province, anche autonome, dei comuni e degli altri enti locali.
In ogni ruolo sono, pertanto, iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti con domicilio fiscale in comuni compresi nell’ambito territoriale cui il medesimo ruolo si riferisce.
La notificazione del ruolo ex art. 26 d.P.R. 602/73 può essere eseguita “anche mediante invio” diretto dell’atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso la notifica si perfeziona con la ricezione da parte del soggetto destinatario, alla data risultante dall’avviso di ricevimento, senza che occorra redigere una relata di notifica (Cass. 14327/09). Circa la verifica della coincidenza tra la persona cui la cartella è destinata e quella cui è consegnata, la competenza esclusiva è dell’ufficiale postale, che vi provvede con un atto (l’avviso di ricevimento della raccomandata) assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 c.c..
E’ bene ricordare che l’art. 19 D.Lgs. n. 546/1992 prevede espressamente l’impugnabilità del ruolo unitamente alla cartella, considerando che entrambi glia tti possono impugnarsi per vizi propri.
Giurisprudenza
La Corte di Cassazione a sezioni unite, intervenendo sulla nota questione della impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato di cui all’art. 19 D.Lgs. 546/1992, ha ritenuto (dopo aver chiarito la differenza terminologica e sostanziale tra i termini “ruolo” ed “estratto di ruolo”) che il contribuente può impugnare la cartella di pagamento non validamente notificata, anche se ne venga a conoscenza per la prima volta mediante l’estratto di ruolo rilasciatogli dall’agente della riscossione, senza dover necessariamente attendere uno specifico atto di intimazione per potersi difende e senza che ciò sia di ostacolo al disposto dell’ultima parte del terzo comma dell’art. 19 d.lgs. n. 546 del 1992 (SS.UU. n. 19704/2015).
DEFINIZIONI della Cassazione
Ruolo: è un atto impositivo espressamente disciplinato dalla anche in relazione alla sua impugnabilità e ai termini perentori per l’impugnazione; è un atto proprio dell’ente impositore, quindi un atto potestativo contenente una pretesa economica dell’ente. 
Estratto di ruolo: è un “documento” informativo contenente gli elementi della cartella e dell’atto impositivo, il quale è formato dal concessionario della riscossione e non contiene alcuna pretesa impositiva.
Tale posizione emerge dalla considerazione secondo cui una lettura orientata ai sensi della costituzione dell’art. 19 (D.Lgs. n. 546/1992 impone di ritenere che la prevista impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato non rappresenta l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza e pertanto non escluda la possibilità di far valere tale invalidità anche prima. Ciò nel rispetto del diritto del contribuente a non vedere…

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