Il sequestro preventivo di beni fondato su un processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza

Pubblicato il 14 settembre 2016

analisi di una recente sentenza di Cassazione che tratta di un caso di sequestro preventivo basato sui risultati di un PVC della Guardia di finanza che elencava gli elementi che possono spingere ad adottare misure cautelari patrimoniali, quale il sequestro preventivo, nel corso delle connesse indagini preliminari

william_talman_raymond_burrLa Corte di Cassazione (con la sentenza n. 23368 del 7 giugno 2016) ha esplicitato interessanti principi di diritto concernenti la natura del processo verbale di constatazione, redatto al termine di attività di verifica fiscale dalla Guardia di Finanza, nonché l’incidenza degli elementi ivi contenuti nel procedimento di valutazione volto ad adottare misure cautelari patrimoniali, quale il sequestro preventivo, nel corso delle connesse indagini preliminari.

In particolare, la Suprema Corte si è soffermata sulla possibilità di fondare il provvedimento di sequestro preventivo di beni ai sensi del combinato disposto dell’art. 321 c.p.p. e dell’art. 12-bis del D.Lgs. n. 74/2000 nel caso in cui gli elementi sui quali si fonda l’ipotesi accusatoria per una delle fattispecie illecite penal-tributarie siano derivanti da un processo verbale di constatazione redatto in violazione dell’art. 220 delle norme di attuazione del c.p.p..

In merito, occorre preliminarmente richiamare l’attuale assetto normativo in ragione del quale (fermo restando quanto previsto dagli artt. 24 della Legge 7 gennaio 1929, n. 41, 52 del D.P.R. n. 633/1972 e 33 del D.P.R. n. 600/19732) il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza, essendo diretto ad accertare o riferire violazioni a norme di leggi finanziarie o tributarie, costituisce atto irripetibile (ex articolo 234 c.p.p.) e può, quindi, essere inserito nel fascicolo per il dibattimento, sempreché siano state rispettate le prescrizione previste dal c.p.p.3.

Infatti, il richiamato art. 220 delle disposizioni di attuazione prevede che quando nel corso di attività ispettive o di vigilanza previste da leggi o decreti emergono indizi di reato, gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale sono compiuti con l’osservanza delle disposizioni del codice.

Ne consegue, come già evidenziato, che ove emergano indizi di reità durante la verifica fiscale, occo