I criteri di applicazione degli studi di settore

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 28 settembre 2016

siamo agli ultimi giorni prima dell'invio di Unico 2016... in questo articolo puntiamo il mouse sui dati degli studi di settore e sulla loro valenza ai fini dell'accertamento: come deve usare i dati sensibili dello studio di settore il Fisco per dimostrare fatti di evasione da parte del contribuente?

finanza_immagine4La Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 17787 dell'8.9.2016, ha ancora chiarito i corretti termini di applicazione degli studi di settore.

Nel caso di specie il contribuente impugnava l'avviso di accertamento, emesso ai fini Irpef ed Irap per l'anno di imposta 2007, con il quale erano stati accertati, a mezzo studio di settore, maggiori ricavi. La Commissione Tributaria Regionale della Sicilia - sezione distaccata di Catania, in accoglimento dell'appello proposto dal contribuente, aveva integralmente riformato la decisione di primo grado, annullando l'atto impugnato.

L’Amministrazione Finanziaria ricorreva dunque in Cassazione, deducendo la violazione dell'art. 62 bis d.l, n.331/93, laddove la CTR aveva ritenuto gli studi di settore "semplici sospetti" e non li aveva valutati, come invece a suo avviso avrebbe dovuto, unitamente al materiale probatorio prodotto.

La censura, secondo i giudici di legittimità, era fondata.

Premesso, infatti, che la ricorrente dava atto dell'avvenuto esperimento (negativo) del contraddittorio (circostanza di fatto non negata dal contribuente), nella specifica materia, la Corte ha già più volte chiarito che la procedura di accertamento tributario standardizzato, mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore, costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravit