Acconti provvigionali più elevati di quelli spettanti all'agente e rimborso IRPEF

La gestione della fiscalità diretta di un agente di commercio è stata più volte chiarita in questi anni sia dalla prassi ministeriale (R.M. 91/2006) che dalla Giuriprudenza.
Tuttavia può acccadere che la pratica commerciale stabilisca accordi tali da far vacillare alcuni concetti che si pensavano oramai assodati.
E’ questo il caso che qui si disamina di un agente di commercio che vede corripondersi acconti provvigionali più alti di quelli spettanti sulla base dei prospetti provvigionali che indicano il totale di provvigioni maturate.
Difatti un particolare accordo con la direzione commerciale della ditta mandante stabilisce un acconto fisso di provvigioni senza determinare a fine anno alcun obbligo di conguaglio, ma evidenziando solamente l’emersione di un debito nei confronti della ditta mandante (il cui saldo avverrà in tempi non ben stabiliti).
Evidentemente tale particolare fattispecie porta in errore chi predispone il modello UNICO del cliente che chiede a questo punto come provvedere a determinare correttamente le imposte richiedendo inoltre i rimborsi nel caso sia possibile.
La problematica non può che riguardare anche i contributi previdenziali versati in eccedenza.
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