La deducibilità integrale delle spese di formazione è finalmente in arrivo?

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La deducibilità integrale delle spese di formazione sostenute dai professionisti, prevista originariamente nel disegno di legge c.d. Jobs act delle professioni, dovrebbe essere trasfusa, con una serie di modificazioni, in un Decreto legislativo “correttivo” della delega fiscale. Il Decreto dovrebbe essere portato entro breve all’attenzione del Consiglio dei Ministri.
La disciplina attualmente in vigore prevede che “le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, incluse quelle di viaggio e soggiorno sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare”.
La modifica prevista dal predetto disegno di legge prevede la deducibilità integrale, sia pure entro il limite massimo di 10.000 euro. La modifica, non ancora in vigore, è sicuramente positiva, ma in base ad un’interpretazione letterale della nuova disposizione sembrerebbero esclusi dalla deduzione integrale le spese di viaggio e soggiorno. Ciò in quanto sarebbe prevista l’eliminazione dell’inciso normativo “incluse quelle di viaggio e soggiorno”.
In base ad una rigorosa lettura del testo novellato della disposizione, le spese relative al soggiorno resterebbero assoggettate al limite di deducibilità del 75% entro il massimale del 2% dei compensi. Ciò anche laddove la trasferta e il relativo soggiorno siano strettamente connessi alla partecipazione ad un convegno o ad un altro evento formativo.
Per tale ragione il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili ha “suggerito” una modifica del testo della modifica originaria (di cui al Jobs Act delle professioni). La formulazione definitiva della diposizione dovrebbe chiarire espressamente che la deducibilità integrale dei costi, entro il limite massimo di 10.000 euro, comprende non solo la quota di partecipazione al convegno o ad altro evento, ma anche le spese di viaggio, vitto e alloggio. In tale ipotesi, se la disposizione definitiva sarà formulata nei termini sopra indicati, non si applicherà né il limite del 75%, né quello pari al 2% dei compensi.
Ad esempio se la quota di iscrizione a un convegno ammonta a 500 euro e le spese alberghiere e di vitto ammontano a 300 euro, il professionista potrà considerare in deduzione dal reddito professionale l’intero importo di 800 euro. Viceversa, in base alla disciplina attualmente in vigore trova applicazione un “doppio” limite. La riduzione del 50% riguarda sia la quota di iscrizione al convegno, ma anche le spese di vitto ed alloggio dopo che (preventivamente) avrà trovato applicazione la deduzione dell’onere nella misura limitata del 75%.
In realtà il decreto correttivo della delega fiscale ha un contenuto molto più ampio rispetto alle modifiche ora illustrate in tema di deducibilità. Per esigenze di certezza il Decreto legislativo dovrebbe prevedere che gli avvisi di accertamento e di rettifica catastale siano notificati tramite il canale della posta elettronica certificata.
In pratica Il Decreto dovrebbe estendere le modalità di notifica dei ruoli a mezzo PEC, già disposta dal D.Lgs n. 159/2015, anche agli atti di rettifica catastale.
Una novità attesa dai professionisti, ma anche dai cittadini, è rappresentata dalla moratoria estiva sugli avvisi e le richieste del Fisco compresi gli avvisi bonari. In pratica per gli avvisi bonari notificati durante il mese di agosto dovrebbe operare una “sorta” di sospensione dei termini come quella prevista per il processo tributario. I termini inizierebbero a decorrere nuovamente dal 1 settembre con la conseguenza che per tutti gli atti notificati nel corso del mese di agosto il termine per fornire al Fisco la risposta, ovvero per pagare qualora l’irregolarità sia stata commessa effettivamente, coinciderebbe con la fine del mese di settembre.
La semplificazione sarebbe molto rilevante e contribuirebbe…

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