Crisi da sovraindebitamento: risposte pratiche


FALLIMENTO Se vuoi rivedere la videoconferenza sulla crisi da sovraindebitamento, clicca qui!

quesito 1 – LA SOCIETA’ SEMPLICE

In caso di società semplice che presenta il piano per la gestione del sovraindebitamento vi è il problema della gestione delle posizioni dei singoli soci. Secondo me, stante la responsabilità illimitata dei soci della società semplice non vedo come il piano della società possa essere estraneo ai patrimoni dei soci. Cosa ne pensate?

RISPOSTA

Il piano della società non è estraneo al patrimonio dei soci che sicuramente ne dovrà tener conto. Nel sovraindebitamento però non è riportata la previsione dell’art. 184 c. 2 L.F. che prevede che il concordato della società, salvo patto contrario, ha efficacia anche nei confronti dei soci illimitatamente responsabili.

Ci possono essere però debiti personali dei soci che non rientrano tra i crediti da soddisfare da parte della società.

 

QUESITO 2 – I.V.A.

La Corte di Giustizia Europea si è espressa recentemente in merito alla falcidiabilità dell’Iva ma non per quanto riguarda la falcidia delle ritenute. Nell’attesa di un intervento del legislatore in materia di sovraindebitamento come dobbiamo considerare le due tipologie di debito?

RISPOSTA

Nel caso del sovraindebitamento la possibilità di falcidiare IVA e ritenute fiscali allo stato attuale si ritiene che sia più difficile rispetto al concordato preventivo in quanto viene espressamente previsto all’art. 7 c. 1 della L. 3/2012 che, con riguardo all’IVA ed alle ritenute operate e non versate, il piano può prevedere esclusivamente la dilazione del pagamento. E’ auspicabile dunque un intervento del legislatore per evitare disparità di trattamento tra le posizioni giurisprudenziali che possono assumere i diversi tribunali o i magistrati.

QUESITO 3 – SU SOCIETA’ DI FATTO

In caso di società di fatto, per i debiti personali dei soci chi presenta la domanda? Quali debiti saranno inseriti nel piano rispetto alle posizioni personali dei soci?

RISPOSTA

Come nelle società semplici (cfr. il quesito 1) e nelle società di persone, è il socio che dovrà presentare la domanda per i propri debiti inserendoli nel piano.

 

QUESITO 4 – IMMOBILE IPOTECATO

Immobile ipotecato venduto: il ricavato è inferiore al debito residuo, pertanto la differenza va declassata a credito chirografario?

RISPOSTA

La differenza tra il debito residuo e l’importo ricavato dalla vendita dell’immobile è chirografario in quanto l’ipoteca è un privilegio speciale da far valere sul realizzo del bene.

 

QUESITO 5 – PARTITA IVA CESSATA

– Debiti aziendali per ditta individuale cancellata da oltre 1 anno dal registro imprese. Il soggetto che presenta la domanda si può considerare “consumatore“?

– Ex titolare di Partita Iva chiusa gennaio 2016. Totale debiti: Debiti commerciali (fornitori, banche) Debiti personali (mutuo acquisto casa). Quale procedura adottare? Accordo di ristrutturazione o piano del consumatore?

RISPOSTA

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 1869 del 01.02.2016 est. Massimo Ferro) chiarisce bene la figura del consumatore. In particolare si evidenzia che rileva non tanto l’aver svolto attività di impresa o professionale ma piuttosto aver contratto obbligazioni per far fronte ad esigenze personali o familiari. Quindi anche l’imprenditore o il lavoratore autonomo possono proporre il piano del consumatore purché destinato a soddisfare debiti sorti per ragioni personali o familiari.

  Abbiamo elaborato un file Excel per gestire la procedura di sovraindebitamento

31 maggio 2016

Felice Ruscetta


Partecipa alla discussione sul forum.