IRAP dei professionisti con segretaria o collaboratore: non sempre è dovuta

domanda-ctL’impiego di una segreteria o collaboratore che esplichi mansioni meramente esecutive non fa scattare il pagamento dell’Irap da parte del professionista.

Il principio è contenuto nella sent. n. 9451/2016 delle Cassazione a SU da cui emerge che il requisito dell’organizzazione scatta soltanto nei confronti del responsabile dell’organizzazione, quando lo stesso impieghi beni strumentali eccedenti il minimo e la prova dell’assenza di tale requisito grava sul contribuente che chiede il rimborso dell’imposta.

La decisione in esame rappresenta l’ennesima interpretazione fornita dai giudici di legittimità che non risolve la situazione ma rende necessario un intervento normativo.

Presupposti dell’IRAP

I lavoratori autonomi o imprenditori sono tenuti a versare l’Irap qualora svolgono l’attività mediante una “organizzazione autonoma”, secondo l’id plerumque accidit, che sussiste solo ove il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio della stessa in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui, sostenendo i relativi costi.

Tale condizione deve essere valutata dal giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità e sussiste quando il contribuente è il responsabile dell’organizzazione e non sia inserito in strutture organizzative riferibili ad altri, impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.

Quindi l’accertamento dell’assenza di tale condizione rappresenta il presupposto necessario per legittimare l’esclusione dal pagamento dell’imposta per i lavoratori autonomi o imprenditori, che non si avvalgono di una stabile struttura organizzativa (art. 2 D.Lgs n. 446/1997); rappresenta viceversa onere del contribuente che chieda il rimborso dell’Irap non dovuta fornire la prova dell’assenza di tali condizioni.

La recente Circolare n.20/E del 18/05/2016 dell’Agenzia delle entrate (nel commentare le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 – Legge n. 208/2015, art. 1, cc. 70, 73 e 125), ha chiarito che non rientrano più tra i soggetti passivi dell’Irap:

-i soggetti che esercitano un’attività agricola ex art. 32 Tuir;

-le cooperative ed i loro consorzi che forniscono servizi nel settore selvicolturale, ivi comprese le sistemazioni idraulico-forestali;

-le cooperative della piccola pesca e loro consorzi ex art. 10 Dpr n. 601/73.

Circa l’Irap dei medici, la Circolare commenta il comma 1-bis aggiunto al citato art. 2 legge n. 446/97 (che esclude di fatto l’autonoma organizzazione nel caso dei medici che abbiano sottoscritto convenzioni con le strutture ospedaliere per lo svolgimento della professione allorché gli stessi percepiscano presso tali strutture più del 75% del loro reddito complessivo), rilevando che la norma ha le finalità di escludere dall’Irap i redditi professionali derivanti dall’attività medica avvalendosi di un’autonoma organizzazione “qualora gli stessi risultino marginali rispetto a quelli conseguiti all’interno della struttura ospedaliera, e quindi avvalendosi di un’organizzazione riferibile ad altrui responsabilità ed interesse”. Tale esenzione dall’Irap opera a prescindere dalle attività autonomamente organizzate e dalla spese sostenute per la sua produzione.

Per quanto attiene i medici in Convenzione con il Sevizio Sanitario Nazionale, viene chiarito che la norma riferisce che per l’esistenza dell’autonoma organizzazione è configurabile in presenza di elementi che superano lo standard e i parametri previsti dalla medesima Convenzione.

Giurisprudenza della Corte di Cassazione

Sent. n. 8809/2013

L’avvocato che opera senza una autonoma organizzazione non è soggetto al pagamento dell’Irap: l’amministrazione finanziaria deve provare l’utilizzo dell’organizzazione dello…

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