I presupposti di legittimità per procedere ad accertamento integrativo: la sopravvenuta conoscenza

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 25 maggio 2016

quali sono i presupposti che rendono legittimo l'accertamento integrativo da parte del Fisco: puntiamo il mouse sul concetto di 'nuovi elementi' che incidono sulla possibilità di integrare l'accertamento già emesso

giudice2-immagineLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 576 del 15.1.2016, ha chiarito quali sono i presupposti di legittimità per procedere ad accertamento integrativo.

Nel caso di specie, una spa, con atto del 31.12.1999, efficace dal 1.1.2000, cedeva ad altra società un ramo di azienda.

L'Agenzia delle Entrate emetteva, nell'anno 2002, un avviso di accertamento, con il quale determinava a carico della società cedente una maggiore imposta Irpeg oltre interessi e sanzioni, conseguente ad una maggiore plusvalenza derivante dalla rettifica del corrispettivo conseguito con la predetta cessione di ramo di azienda.

Con segnalazione pervenuta nel 2004, la Direzione Regionale della Campania informava però l’Ufficio che aveva emesso l’originario accertamento che, a dicembre 2000 (dopo cioè neppure un anno dalla cessione), il medesimo ramo di azienda di cui all’avviso richiamato, unitamente ad altri due rami di azienda, era stato riacquistato dalla medesima società cedente, per un valore di avviamento periziato in euro di diversi milioni di Euro.

Pertanto l'Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento integrativo, con il quale determinava una maggiore plusvalenza rispetto a quella originariamente determinata con il primo avviso.

Avverso l'avviso di accertamento integrativo la cedente (poi acquirente) proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che lo rigettava.

Contro la sentenza la società proponeva allora appello alla Commissione tributaria regionale, che lo accoglieva, ritenendo l'insussistenza di nuovi elementi necessari per procedere ad accertamento integrativo a norma dell'a