31 maggio: scadono i termini per sanare i ruoli derivanti da accertamento con adesione

Il 31 maggio 2016 scade il termine per perfezionare la sanatoria dei ruoli derivanti da inadempimento nei pagamenti rateali delle somme dovute per effetto di accertamenti con adesione ex D.Lgs. 218/1997.
L’articolo 1, commi 134 – 138, della legge 28 dicembre 2015 n. 218 prevede la possibilità, per i contribuenti decaduti dalla rateazione delle somme dovute a seguito di definizione dell’avviso di accertamento per adesione e acquiescenza, di essere riammessi al pagamento rateale ORIGINARIO.
L’Agenzia delle entrate ha fornito rilevanti chiarimenti con la circolare 13/E/2016, con particolare riferimento all’ambito soggettivo, oggettivo, alle modalità di determinazione delle somme dovute, ai termini e criteri operativi della agevolazione in scadenza.
La convenienza si misura tutta con la riduzione delle sanzioni irrogate PER EFFETTO DELLA DECADENZA pari al 60% degli importi ancora dovuti a titolo di imposta. Come noto infatti, la decadenza nel pagamento rateale di somme dovute per effetto dell’adesione comporta(va) l’irrogazione di una super sanzione pari al 60% sulle imposte ancora dovute. Tale sanzione, di fatto, è neutralizzata dal perfezionamento della procedura di sanatoria in argomento.
I SOGGETTI INTERESSATI.
I soggetti che possono accedere alla procedura di sanatoria sono tutti i contribuenti che hanno perfezionato una delle procedure di definizione di cui al D.Lgs. 218/1997 ed in particolare:

Accertamento con adesione a seguito di ricezione di atto di accertamento;

Adesione agli inviti formulati dall’ufficio (art. 5);

Adesione al contenuto del PVC (art. 5 bis);

Acquiescenza (art. 15).

I soggetti interessati, per altro, sono quelli che hanno optato per il pagamento rateale e sono decaduti dalla rateazione, ai sensi dell’articolo 8 del D.Lgs 218/1997, per non avere effettuato il pagamento di un rata diversa dalla prima entro il termine di scadenza della successiva rata.
Precisa l’Agenzia delle entrate che, la sanatoria non interessa la decadenza da rateazione per gli accordi in mediazione e conciliazione.
AMBITO OGGETTIVO.
La sanatoria non interessa tutte le decadenze dal beneficio della rateazione nei pagamenti da accertamento con adesione (ed istituti annessi di cui sopra), ma solo quelle che si sono verificate nell’arco temporale tra la data del 15 ottobre 2012 e la data del 15 ottobre 2015.
In altri termini, la violazione rilevante deve verificarsi nel detto arco temporale.
L’agenzia delle entrate in merito precisa che, in detto arco temporale, si intendono comprese le decadenze intervenute a seguito del mancato pagamento della rata alla sua scadenza ordinaria. In altre parole, l’agenzia delle entrate ritiene che, la rata avente scadenza ordinaria antecedente il 15 ottobre 2012 che non è stata pagata entro il termine di decadenza, avente scadenza nell’arco temporale di riferimento (quindi dopo il 15 ottobre 2012), non è rilevante ai fini della verifica dell’ambito oggettivo.
Se quindi la rata non pagata è scaduta il 22 agosto 2012, l’omesso pagamento entro il termine del 22 novembre 2012 non è rilevante ai fini della verifica dell’accesso alla sanatoria.
Non si condivide tale articolata lettura della norma che, invero, si limita a comprendere tutte le rateazioni per le quali il fenomeno di decadenza si sia consumato nel periodo compreso tra la data del 15 ottobre 2012 e la data del 15 ottobre 2015, laddove per fenomeno di decadenza si deve necessariamente intendere il mancato pagamento entro il termine di scadenza della rata successiva a quella non pagata. Il comma 134 della L. 208/2015 prevede infatti che:
Nelle ipotesi di definizione degli accertamenti o di omessa impugnazione di cui al decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, i contribuenti che, nei trentasei mesi antecedenti al 15 ottobre 2015, sono decaduti dal beneficio della rateazione, sono riammessi al piano di rateazione inizialmente concesso ai sensi dello stesso decreto …

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