Dichiarazioni sostitutive di notorietà non efficaci nel processo tributario

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 3 febbraio 2016

la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, così come l'autocertificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative essendo, viceversa, priva di qualsiasi efficacia in sede di processo tributario

giudice2-immagineSe le dichiarazioni di terzi possono essere utilizzate all’interno del processo tributario, seppur con evidenti limitazioni, in termini di possibilità di impatto sul libero convincimento del giudice, diversa sorte è, viceversa, stata dettata dal giudice di legittimità in ordine alla natura probatoria dell’atto notorio o della dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio.

Sul punto specifico, la Corte di Cassazione (cfr. sent. n. 703 del 29/11/2006, dep. 15/01/2007) aveva già affermato che la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, così come l'autocertificazione in genere, ha attitudine certificativa e probatoria esclusivamente in alcune procedure amministrative essendo, viceversa, priva di qualsiasi efficacia in sede giurisdizionale, trovando ostacolo invalicabile, nel contenzioso tributario, la previsione dell'art. 7, c. 4, del D.Lgs. n. 546/1992 e ciò perché altrimenti si finirebbe per introdurre nel processo tributario (eludendo il divieto di giuramento sancito dalla richiamata disposizione) un mezzo di prova, non solo equipolle