Accatastamento delle antenne, dei tralicci per telecomunicazioni ed effetti sulla fiscalità locale

di Giovanni Mocci

Pubblicato il 13 febbraio 2016

nell’ambito delle attività di recupero di gettito poste in essere dagli Enti locali, sono in questo periodo in fase di notifica - anche per il tramite di messaggio di posta certificata - una serie di comunicazioni recanti l’invito a presentare presso l’Agenzia del Territorio domanda di accatastamento delle apparecchiature idonee alla trasmissione dei segnali e dei suoni radiotelevisivi

Nell’ambito delle attività di recupero di gettito poste in essere dagli Enti locali, sono in questo periodo in fase di notifica, anche per il tramite di messaggio di posta certificata, una serie di comunicazioni recanti l’invito a presentare presso l’Agenzia del Territorio domanda di accatastamento delle apparecchiature idonee alla trasmissione dei segnali e dei suoni radiotelevisivi.

In vero, l’azione degli Uffici locali rischia di incorrere in due aspetti che possono “ingarbugliare” la questione, la prima riguarda l’individuazione del soggetto qualificabile come “ditta catastale”, cioè la parte effettivamente obbligata alla richiesta di accatastamento, avendo riguardo alla prassi negoziale di molti utilizzatori di pattuire rapporti di “ospitalità” di proprie apparecchiature su postazioni di terzi, e la seconda attiene la qualificazione urbanistica attribuita alle reti di diffusione e distribuzione dedicate alle telecomunicazioni, reti che recenti prassi e legislazione hanno classificato come opere di urbanizzazione primaria.

A tale proposito, è utile tenere presente quanto appresso.

1. In materia di ordinamento catastale, stante quanto previsto dall’art.17 del Regio Decreto legge 13 aprile 1939, n. 652, nonché dall’art.3 del DPR 1° dicembre 1949, n. 1142, le “ditte catastali” che devono dar luogo alla denunzia degli immobili con attribuzione della rendita sono i soggetti titolari di “diritti reali di godimento” degli immobili stessi.

In sostanza, il censimento catastale, per esplicita previsione legislativa, ricade sul proprietario dell’immobile, (titolare di diritti reali) giacché se il legislatore avesse voluto incidere del tributo l'utilizzatore economico del bene, avrebbe dovuto precisare tale eccezione al richiamato principio generale.

Ora, nel caso in cui il destinatario degli “inviti ad accatastare” non sia il titolare di diritti reali