Accertamento valido anche senza contraddittorio

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 11 dicembre 2015

l’amministrazione finanziaria non è obbligata ad attivare il contraddittorio prima dell’emissione dell’atto a meno che non sia previsto espressamente per legge: tale importante principio a favore del Fisco è stato sancito da una recentissima sentenza della Cassazione

L’amministrazione finanziaria non è obbligata ad attivare il contraddittorio prima dell’emissione dell’atto a meno che non sia previsto espressamente per legge.

L’importante principio è contenuto nella sent. n. 24823 della Cassazione a sezioni unite da cui emerge che il dettato normativo dell’art. 12, comma 7, della legge n. 212/2000 si applica solo in caso di atti emessi a seguito di accessi, ispezioni o verifiche fiscali effettuate presso la sede del contribuente e vale solo per i tributi

La sentenza in commento esamina in modo approfondito la normativa nazionale e comunitaria, esplorando l’ambito applicativo dell’art. 12, comma 7, del Dlgs n. 212/2000 nonché l’evoluzione al riguardo della giurisprudenza di legittimità.

Com’è noto tale disposizione prevede il diritto del contribuente sottoposto a verifica fiscale a presentare all’ufficio, entro sessanta giorni, osservazioni e richieste, che dovranno essere valutate dallo stesso ufficio impositore. L’accertamento non può essere emesso prima della scadenza di tale termine, eccezion fatta per situazioni di particolare urgenza da motivare; la disposizione in esame non contempla alcuna sanzione in caso di violazione, prevedendo una forma di contraddittorio differito rispetto alla verifica ovvero un contraddittorio preventivo da svolgere subito dopo il processo verbale e prima dell