Voluntary disclosure e gestione degli acconti IVIE

 
Immobili situati in altri Stati
 L’IVIE (introdotta dall’art. 19 cc. 13-17 D.L. n. 201/2011) è l’imposta dovuta sul valore degli immobili all’estero, detenuti a titolo di proprietà o di altro diritto reale dalle persone fisiche residenti in Italia. Tale imposta trova applicazione a prescindere dalla circostanza che gli immobili siano detenuti direttamente dal contribuente o tramite l’interposizione di società fiduciarie, trust odaltre entità giuridiche.
La procedura di Voluntary disclosure sta facendo emergere molte posizioni relative a proprietà immobiliari estere mai dichiarate in Italia; alla fine di questo mese di novembre vanno in scadenza sia le procedure di Voluntary disclosure, sia gli acconti d’imposta dovuti per il 2015 e calcolati in base al modello Unico 2015.
 I contribuenti che presentano le voluntary disclosure e sono titolari di immobili esteri dovrebbero aver già compilato il quadro RW di Unico 2015, assolta l’eventuale IVIE dovuta e a fine dovrebbero versare l’acconto dovuto.
 Si usa volutamente il condizionale, in quanto è probabile che in assenza della presentazione delle voluntary entro il mese di settembre con la possibilità di inviare la domanda entro il prossimo 30 novembre, molti contribuenti non abbiano presentato per nulla o abbiano presentato solo parziale il quadro RW dovendo versare in ravvedimento l’eventuale IVIE dovuta.
 
Le regole di calcolo
 La base imponibile (le cui modalità di determinazione sono ben illustrate dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 28/E del 2 luglio 2012) è variabile a seconda dello Stato in cui è situato l’immobile e può essere così riassunta.
 
Immobili situati nello spazio economico europeo
Nel caso di immobili localizzati in Paesi appartenenti all’Unione Europeao aderenti allo Spazio economico europeo (Norvegia e Islanda), il valore da utilizzare è prioritariamente quello catastale, come determinato e rivalutato nello Stato estero per l’assolvimento delle imposte locali di natura reddituale o patrimoniale.
 In mancanza del valore catastale, si fa riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto e, in caso di assenza del valore di acquisto, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.
 In alternativa, nel caso in cui il Paese estero preveda un valore espressivo del reddito medio ordinariodell’immobile e non esistano meccanismi di moltiplicazione e rivalutazione analoghi a quelli previsti dalla legislazione italiana ai fini catastali, è data facoltà al contribuente di utilizzare il reddito medio ordinario moltiplicato per i coefficienti IMU.
 
  Immobili situati in altri paesi
 Negli altri casi, la base imponibile è costituita dal costo risultante dall’atto di acquisto o, in mancanza, dal valore di mercato.
 
Immobili caduti in successione
 Nel caso di immobili acquisiti per successione o donazione, il valore da assumere è quello indicato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato secondo le modalità previste dall’ordinamento estero e, in mancanza il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante come risultante dalla relativa documentazione. Anche in questo caso, in mancanza dei dati sopracitati si assume il valore di mercato.
 
Il calcolo dell’imposta (Unico 2015)
 L’IVIE è dovuta nella misura dello 0,76% del valore dell’immobilecome determinato sulla base dei criteri di calcolo sopra illustrati. L’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota e ai mesi dell’anno di possesso (come per l’IMU nazionale, il mese durante il quale il diritto si è protratto per almeno 15 giorni si computa per intero).
 
Abitazione principale
 L’aliquota si applica nella misura ridotta dello 0,4% sugli immobili adibiti ad abitazione principale e le relative pertinenze, per i quali è inoltre riconosciuta, una detrazione pari a 200 euro rapportata al periodo dell’anno durante il …

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