Le novità in tema di lavoro accessorio e per l’utilizzo dei voucher anche in via telematica

Pubblicato il 2 novembre 2015

il Jobs Act oltre a ridisegnare alcune disposizioni relative a diverse tipologie contrattuali, è intervenuto anche in materia di lavoro occasionale e accessorio, con specifico riferimento ai voucher Inps

 

Il D.Lgs. n. 81/2015, oltre a ridisegnare alcune disposizione relative a diverse tipologie contrattuali, è intervenuto anche in materia di lavoro occasionale accessorio, ovvero con riferimento ai c.d. voucher Inps.

Si ricorda, innanzitutto, che il lavoro accessorio persegue lo scopo di garantire, anche ai rapporti di lavoro saltuari e marginali, tutela assicurativa e previdenziale, seppur minima.

Questa particolare tipologia di gestione della prestazione lavorativa non prevede instaurazione di un rapporto di lavoro, quindi non è necessario formalizzare per iscritto l’avvio della collaborazione, consente una buona flessibilità e non vincola l’azienda.

La prestazione di lavoro viene remunerata attraverso dei buoni orari, numerati progressivamente e datati. In pratica, un voucher costituisce il compenso per un'ora di lavoro.

Resta comunque ferma la possibilità di remunerare una prestazione lavorativa in misura superiore, riconoscendo per un'ora di lavoro anche più voucher.


LE NOVITA’ E I CHIARIMENTI DA PARTE DELL’INPS

Il D.Lgs. n. 81/2015 è intervenuto in maniera intensa in materia di lavoro accessorio introducendo le seguenti novità e fornendo opportuni chiarimenti.

 

  • VALORE NOMINALE DEL VOUCHER: il valore nominale del singolo voucher resta fissato in 10,00 euro (cui corrispondono 7,50 euro nette) per tutti i settori produttivi ad eccezione del settore agricolo. In questo caso il valore orario è pari all’importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata, individuato dal contratto collettivo stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

 

  • LIMITE DI COMPENSO: il compenso che il prestatore può percepire nel corso di un anno civile, ovvero dal 1° gennaio al 31 dicembre, con riferimento alla totalità dei committenti, passa da 5.000 a 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) rivalutabili annualmente.

Invece il limite massimo di compenso che un singolo committente imprenditore o professionista può erogare ad un prestatore accessorio, sempre nel corso di un anno civile, non ha subìto variazioni rispetto alla previgente norm