Cartella nulla se non motivata, se non specifica l’iter logico-giuridico da cui si origina la pretesa tributaria

di Enzo Di Giacomo

Pubblicato il 26 novembre 2015

è nulla la cartella di pagamento emanata in seguito a controllo formale se non specifica l’iter logico-giuridico da cui si origina la pretesa tributaria: analisi della diversa motivazione per i controlli formali ex articoli 36-bis e 36-ter che rilevano un debito del contribuente

E’ nulla la cartella di pagamento emanata in seguito a controllo formale se non specifica l’iter logico-giuridico da cui si origina la pretesa tributaria.

Quanto sopra è contenuto nella sent. n. 22489/2015 Cass. da cui emerge che la cartella di pagamento è illegittima se non è preceduta dalla comunicazione di irregolarità da inviare al contribuente ex art. 36-ter, c. 4, del Dpr n. 600/1973.

La cartella di pagamento è il documento che il concessionario della riscossione trasmette al contribuente dietro incarico dell’ente impositore (Agenzia delle entrate; enti locali, ecc). In essa sono specificate tutte le informazioni utili (il nome dell’ente creditizio, il nominativo del contribuente-debitore, la somma da versare, l’iter che Equitalia attiverà in caso di mancato pagamento nel termine dei 60 giorni). Nella cartella si trovano, inoltre, il dettaglio degli interessi, delle sanzioni e di tutte le altre spese, le indicazioni di come e dove pagare, presentare ricorso o richiedere una rateazione. Il ricorso può essere presentato per vizi propri della cartella ex art. 19, comma 3, D Lgs n. 546/92 (mancata notifica, prescrizione, errori nel calcolo ecc.).

L'onere della prova è a carico del ricorrente e anche in caso di contestazione di cartelle esattoriali è sempre a carico del contribuente che propone ricorso.

Controllo dell’ufficio

L’art. 36-ter del Dpr n. 600/1973 prevede che gli uffici periferici dell’amministrazione finanziaria procedono entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione, al contr