Sospensione dei termini: è possibile il cumulo fra accertamento con adesione e sospensione feriale?

Non è cumulabile la sospensione del periodo feriale alla sospensione di novanta giorni prevista per il procedimento di accertamento con adesione.
Così la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 11632, depositata il 05.06.2015, secondo cui la sospensione dei termini riguardante il periodo feriale non può essere applicata anche ai procedimenti non contraddistinti da natura propriamente giurisdizionale.
Richiamando pregressa giurisprudenza contraria e definendola superata, la Suprema Corte ha spiegato che la sospensione del termine di cui all’art.6, co.3 D.Lgs. n.218/97 è tesa a garantire (in vista dell’eventuale esperimento dell’accertamento con adesione) solo il tempo necessario per svolgere le opportune valutazioni in proposito.
La Corte di Cassazione ha poi richiamato propria giurisprudenza in grado di avallare tale diniego di cumulabilità, analogo infatti al divieto di sommatoria tra i termini feriali e quelli individuati dall’art.16 L. n.289/02 in materia di condono.

La questione non è certo di poco conto e potrebbe comportare la dichiarazione di tardività di migliaia di ricorsi, anche considerato che, fino ad oggi, anche una (seppur risalente) Risoluzione della stessa Agenzia delle Entrate riconosceva invece, contrariamente a quanto ora stabilito dalla Suprema Corte, la cumulablità tra le due sospensioni.
Come noto, anche nel processo tributario opera l’istituto giuridico della sospensione feriale dei termini.
A decorrere dal 1° agosto (compreso) fino al 1 settembre (compreso; prima della modifica ad opera del DL 132/2014, il termine finale era il 15 settembre), dunque, anche la giustizia tributaria sospende la propria attività per 30 giorni.
Come noto, il Decreto Legge n. 132/2014, convertito con modificazioni dalla L. 10 novembre 2014, n. 162, ha modificato la durata della cosiddetta “sospensione feriale dei termini processuali”.
A decorrere dal 2015 la sospensione dei termini è dunque stabilita dal 1 al 31 agosto di ogni anno, mentre il precedente periodo prevedeva un’interruzione dal 1° agosto al 15 settembre.

La sospensione feriale dei termini processuali è disciplinata dalla L. n. 742 del 7 ottobre 1969, il cui comma 1 dell’art. 1 sancisce che:
– il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto nel periodo sopra indicato e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione;
– l’inizio del decorso è differito alla fine del periodo di sospensione, ove il decorso stesso abbia inizio durante detto periodo.
A dire il vero la prassi dell’Agenzia era per certi versi contraddittoria nel sostenere tale cumulabilità.
Alla luce di quanto emergeva dalla Circolare 9/2012, in tema di mediazione, non era infatti chiaro se il periodo di sospensione per adesione si potesse cumulare con il periodo di sospensione feriale, come già evidenziato in una ormai risalente prassi dell’Amministrazione (Risoluzione n. 159/E dell’11 novembre 1999), oppure se la precedente Risoluzione dovesse ritenersi ormai superata dal nuovo indirizzo, espresso appunto nella citata Circolare del 19.03.2012, secondo cui, “la sospensione di diritto dal 1° agosto al 15 settembre non trova invece applicazione nel corso della procedura di mediazione vera e propria … che deve pertanto concludersi comunque nel termine di novanta giorni, trattandosi di una fase amministrativa e non processuale”.

La sospensione feriale dei termini, del resto, come detto ora dai giudici di legittimità nella sentenza in esame, attiene solo ai termini processuali e non anche ai termini sostanziali, come senz’altro sono quelli relativi alla conclusione del contraddittorio per accertamento con adesione (e mediazione).
Le sole eccezioni previste a tale principio attengono infatti a quei termini che, pur essendo sostanziali, sono stabiliti per agire in giudizio a pena di decadenza (es. impugnazione di delibera condominiale, o, in ambito …

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