Il compenso del curatore deve essere proporzionato all’importanza del fallimento

di Federico Gavioli

Pubblicato il 19 ottobre 2015

il compenso liquidato al curatore del fallimento da parte del Tribunale deve tenere conto dell’opera prestata e dei risultati ottenuti e dell’importanza del fallimento e deve consistere in una percentuale sull’ammontare dell’attivo realizzato

Il compenso al curatore di un fallimento deve essere calcolato su alcuni elementi tra i quali devono essere annoverati l’importanza del fallimento, l’opera prestata, i risultati ottenuti e le sollecitudine con cui le operazioni sono state effettuate; la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20111 del 7 ottobre 2015, ha accolto il ricorso di un professionista che si era lamentato del compenso esiguo (€ 516,46) ottenuto come curatore fallimentare di un’azienda, da parte del Tribunale.

Il compenso del curatore fallimentare

Occorre evidenziare che, ai sensi dell’art. 39, L.F., l’incarico di curatore dà diritto ad un compenso ed al rimborso delle spese sostenute. A tal fine l’organo della procedura concorsuale è tenuto a depositare presso la cancelleria del giudice delegato apposita istanza indirizzata al Tribunale fallimentare. Ricevuta la richiesta, il Tribunale deve acquisire la relazione del giudice delegato che esprime, anche oralmente, il suo parere circa l’impegno del curatore ed i risultati ottenuti, al fine di fornire tutti gli elementi utili per la determinazione della misura del compenso da liquidare. La liquidazione delle spese e del compenso è resa quindi dal Tribunale (anche se il fallimento si chiude con concordato) con decreto adeguatamente motivato a pena di nullità, ovvero, secondo quanto afferma la migliore giurisprudenza, connotato dalla specifica indicazione dei criteri seguiti in riferimento al caso concreto. Il provvedimento del Tribunale fallimentare non è soggetto a reclamo alla Corte d’Appello ma è impugnabile con ricorso straordinario per Cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., rivestendo i caratteri della decisorietà e della definitività. Il ricorso può essere proposto sia dal curatore istante, sia dal fallito, al fine di dedurre le violazioni in cui il Tribunale sia incorso: il termine per impu