Conti d’ordine in bilancio: dopo il Dlgs 139/2015 non si usano più

di Federico Gavioli

Pubblicato il 3 ottobre 2015

Il Decreto Legislativo 139/2015 che recepisce la direttiva UE contiene disposizioni di rilievo, che determineranno numerosi impatti ai fini della redazione del bilancio per le imprese. Tra le molte novità contenute emerge anche quella relativa all’abrogazione dei conti d’ordine e di conseguenza le imprese sono tenute ad adeguarsi nella predisposizione dei prossimi bilanci.

E’ stato pubblicato sulla G.U. 4 settembre 2015, n. 205, il D.Lgs. 18 agosto 2015 n. 139, recante il titolo

Bilancio e contabilità

Attuazione della direttiva 2013/34/UE relativa ai bilanci d'esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello
consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge”.

Tale decreto contiene disposizioni di rilievo, che determineranno numerosi impatti ai fini
della redazione del bilancio.

In particolare le nuove disposizioni in riferimento all’eliminazione dello stato patrimoniale dei conti d’ordini, troveranno applicazione sui bilanci dall’esercizio 2016.

 

L’indicazione dei conti d’ordine

I conti d’ordine costituiscono annotazioni di “memoria’’ e sono deputati ad accogliere, nell’ambito del sistema informativo, tutte le poste che non costituiscono:

  1. costo;
  2. ricavo;
  3. attività;
  4. passività.

Tali conti accolgono poste che rappresentano in genere potenziali rischi o vantaggi, ma è altrettanto vero che fino a quando le poste sono allocate nei conti d’ordine significa che non si è verificata alcuna variazione patrimoniale e che nessun costo o ricavo ha interessato il conto economico.

Non esiste una classificazione o elencazione rigida d