Conti d’ordine in bilancio: dopo il Dlgs 139/2015 non si usano più

Il decreto legislativo 139/2015 che recepisce la direttiva UE contiene disposizioni di rilievo, che determineranno numerosi impatti ai fini della redazione del bilancio per le imprese.
Tra le molte novità contenute emerge anche quella relativa all’abrogazione dei conti d’ordine e di conseguenza le imprese sono tenute ad adeguarsi nella predisposizione dei prossimi bilanci.

Bilancio e contabilitàE’ stato pubblicato sulla G.U. 4 settembre 2015, n. 205, il D.Lgs. 18 agosto 2015 n. 139, recante il titolo “Attuazione della direttiva 2013/34/UE relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello
consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge”.

Tale decreto contiene disposizioni di rilievo, che determineranno numerosi impatti ai fini
della redazione del bilancio.

In particolare le nuove disposizioni in riferimento all’eliminazione dello stato patrimoniale dei conti d’ordini, troveranno applicazione sui bilanci dall’esercizio 2016.

 

L’indicazione dei conti d’ordine

I conti d’ordine costituiscono annotazioni di “memoria’’ e sono deputati ad accogliere, nell’ambito del sistema informativo, tutte le poste che non costituiscono:

  1. costo;
  2. ricavo;
  3. attività;
  4. passività.

Tali conti accolgono poste che rappresentano in genere potenziali rischi o vantaggi, ma è altrettanto vero che fino a quando le poste sono allocate nei conti d’ordine significa che non si è verificata alcuna variazione patrimoniale e che nessun costo o ricavo ha interessato il conto economico.

Non esiste una classificazione o elencazione rigida di tali conti, nella prassi perciò si trovano conti d’ordine denominati e allocati nei modi più svariati.

L’art. 2424 c.c., c. 3, afferma che in calce allo stato patrimoniale devono risultare le garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi tra:

  • fidejussioni,
  • avalli,
  • altre garanzie personali e garanzie reali,

ed indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate nell’interesse di imprese controllate e collegate nonché di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di queste ultime.

Risultano esplicitamente menzionati i conti d’ordine attivabili col sistema dei rischi, ma la prescrizione conclusiva fa chiaramente intendere l’obbligo di indicare altri conti d’ordine, per la cui individuazione occorre seguire il principio generale sancito dall’art. 2423 c.c..

Una esposizione chiara ed una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico conseguito, esige che lo stato patrimoniale contenga sempre i conti d’ordine, ovviamente «sotto la riga», relativi ai rischi, agli impegni ed ai beni di terzi.

Quelli più diffusi e indicati nei bilanci delle società commerciali sono:

  1. i rischi;
  2. gli impegni;
  3. il possesso di beni di terzi;
  4. i beni propri depositati presso terzi;
  5. le riprese fiscali da non dimenticare;
  6. quanto altro occorra tenere a “memoria”.

 

La rilevazione dei conti d’ordine

I conti d’ordine sono attivati integrando il sistema principale di scritture con sistemi minori o supplementari ogni qual volta si debbano evidenziare accadimenti gestionali che, pur non influendo quantitativamente sul patrimonio e sul risultato economico al momento della loro iscrizione, possono tuttavia produrre effetti in un tempo successivo.

Sul piano strettamente contabile i sistemi minori consentono di mantenere il formalismo della partita doppia anche per la rilevazione di quei fatti aziendali non suscettibili di registrazione nel sistema principale di scritture, non comportando variazioni né patrimoniali né economiche. (…)

 

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