Armonizzazione contabile: nuove facilitazioni per gli enti sperimentatori e per enti in riequilibrio finanziario

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 7 luglio 2015

il DL sugli enti locali (se convertito) proporrà alcune facilitazioni agli enti che hanno sperimentato in prima battuta i nuovi principi di armonizzazione contabile

La Corte dei conti, sezione delle Autonomie, nella deliberazione n. 4 del 24/02/2015 aveva evidenziato una mancata previsione, da parte del legislatore, per gli enti in riequilibrio finanziario, in caso di ripiano del disavanzo derivante dalla revisione straordinaria dei residui attivi e passivi e dalla prima quota di costituzione del Fondo Crediti di Dubbia esigibilità. Mentre, infatti, il piano di riequilibrio poteva avere una durata massima di dieci anni, il disavanzo da riaccertamento straordinario e da costituzione del FCDE, poteva essere ripianato in un periodo massimo di 30 anni. Tale differenza imponeva, anche se non chiarito dalla norma, la possibilità da parte degli Enti, che avevano avuto approvato il piano di riequilibrio prima della novella legislativa, di rimodulare, i propri piani a fronte delle variazioni intervenute sui disavanzi non previsti per il passaggio alla nuova normativa sulla competenza finanziaria potenziata, e sottoporli nuovamente all’approvazione da parte della Corte dei conti territoriale competente. Proprio a fronte di tale mancata previsione legislativa, il Dl 78/2015 è intervenuto per colmare tale mancata coerenza legislativa, ma lo ha fatto per i soli enti sperimentatori, in quanto il loro passaggio alla contabilità ar