Accertamento induttivo da studi di settore possibile anche a fronte di scritture contabili formalmente corrette: gravità, precisione e concordanza nascono in esito al contraddittorio, e le giustificazioni addotte devono essere idonee

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 13 luglio 2015

l'accertamento induttivo del reddito è infatti consentito, anche in presenza di scritture contabili formalmente corrette, qualora la contabilità possa essere considerata complessivamente inattendibile in quanto in contrasto con regole fondamentali di ragionevolezza

 

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 13497 del 01.07.2015, ha deciso in ordine ad un ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate, che aveva denunciato la violazione e falsa applicazione dell'art. 39 Dpr 600/73 in relazione all'art. 360 n. 3 c.p.c., censurando la sentenza di secondo grado per aver ritenuto che non sussistessero i presupposti per dar luogo ad accertamento induttivo, da individuarsi nell'esiguità dei ricavi, nonché nella incongruenza ed incoerenza con gli studi di settore ai sensi dell'artt. 62-sexies D1331/92.

Il motivo secondo la Suprema Corte era fondato.

 

L'accertamento induttivo del reddito è infatti consentito, anche in presenza di scritture contabili formalmente corrette, qualora la contabilità possa essere considerata complessivamente inattendibile in quanto confliggente con regole fondamentali di ragionevolezza (Cass. 5870/2003).

In particolare, l'accertamento dei maggiori ricavi può essere affidato alla considerazione della difformità della percentuale di ricarico applicata dal contribuente (Cass. 26388/05), e sull'esistenza di gravi incongruenze tra ricavi, compensi e corrispettivi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e condizioni di esercizio della specifica attività svolta dagli studi di settore ex artt. 62 bis e sexies DI 331/93.

La Corte ha poi precisato che la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema unitario, che non si colloca all'interno della procedura di accertamento di cui all'art. 39 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ma la affianca, essendo indipendente dall'analisi dei risultati delle scritture contabili, la cui regolarità, per i contribuenti in contabilità semplificata, non impedisce l'applicabilità dello "standard", né costituisce una valida prova contraria, laddove, per i contribuenti in contabilità ordinaria, l'irregolarità della stessa costituisce esclusivamente condizione per la legittima attivazione della procedura standardizzata (Cass. Ss.Uu. 26635/09).

A tale consolidato indirizz