Se il Comune non dimostra e motiva i costi del servizio di raccolta rifiuti il cittadino non paga la TARES!

Una importantissima sentenza della Commissione tributaria provinciale di Lecce (la n. 1891/02/15 del 21/4/2015) ha stabilito un paio di principi importantissimi per i contribuenti e per chi si occupa di difenderli in contenzioso.
LA MOTIVAZIONE DEGLI ATTI
In prima battuta la Commissione rimarca un aspetto già spesso trattato in giurisprudenza ma sempre utile da ricordare: con varie sentenze, tra cui ad esempio la sentenza n. 15638 del 12/8/2004, la Corte di Cassazione ha statuito che “…una congrua, sufficiente ed intellegibile motivazione deve sempre sussistere in relazione ai presupporti (ed alle finalità) dell’atto e non può, quindi, essere riservata ai soli avvisi di accertamento della tassa. Alla cartella di pagamento sono comunque applicabili i principi di ordine generale indicati in ogni provvedimento amministrativo dall’art. 3 della legge 241/1990…” … una diversa interpretazione si porrebbe, del resto, in insanabile contrasto con la Costituzione, in riferimento agli articoli 3 (sotto il profilo della disparità di trattamento, rispetto agli altri atti della pubblica amministrazione e del difetto di ragionevolezza) e 24 (sotto il profilo della ingiustificata lesione del diritto di difesa del contribuente): ciò a maggior ragione, allorchè la cartella di pagamento della TARSU non sia stata preceduta da un motivato avviso di accertamento.
Quindi, sostiene la Commissione, nel caso trattato la cartella di pagamento impugnata è nulla in quanto priva della necessaria motivazione, come invece imposto dall’art. 7, primo comma, della legge 212/2000, lo Statuto dei diritti del contribuente. L’unica motivazione riportata dal Comune è stata: “ruolo n. 2014/136 TARES”: non si tratta di una motivazione sufficiente e anche per questo motivo la Commissione ha accolto il ricorso.
LA DIMOSTRAZIONE DEL COSTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA RIFIUTI
Ma la Commissione ha affrontato anche un altro, nuovo, importantissimo principio: l’art. 2, comma 2, …

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