Operazioni inesistenti: anche l’IVA viene meno perché non inerente

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 24 giugno 2015

in caso di emissione di fatture oggettivamente inesistenti anche l'IVA su tali fatture diventa indetrabile da parte dell'acquirente in quanto va valutata la non inerenza dell'operazione ai fini dell'attività d'impresa

 

Con la sentenza n. 6195 del 27 marzo 2015 (ud. 28 gennaio 2014) la Corte di Cassazione fissa importanti principi in materia di operazioni inesistenti.

 

Il disegno fiscale

A seguito di una vasta operazione di verifica, effettuata dalla Guardia di Finanza tra il 31.03.99 ed il 24.09.01, e recepita in tre diversi processi verbali di constatazione, si accertava che una società di capitali aveva posto in essere, attraverso una molteplicità di operazioni con altre società facenti del gruppo, fatturazioni infragruppo per operazioni inesistenti.

Il meccanismo constatato dai verbalizzanti prevedeva che, per un verso, “la s.p.a. acquistasse beni strumentali a prezzi molto elevati da altre società del gruppo, per altro verso, che gli amministratori acquistassero - con operazioni, almeno in apparenza indipendenti da tali forniture - quote di partecipazione nelle stesse società tornitrici, assumendo l'obbligo di rivenderle, a breve distanza di tempo, ed a prezzi notevolmente superiori a quelli di acquisto”. Le conseguenze erano duplici: “la s.p.a. poteva, invero, esporre e dedurre, in tal modo, costi inesistenti; gli amministratori, per parte loro, lucravano sub specie di plusvalenze su titoli, i guadagni derivanti dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita, costituenti - nella sostanza - utili societari, assoggettati, tuttavia, a tassazione più favorevole rispetto ai dividendi societari ufficialmente distribuiti”.

 

Le considerazioni del giudice di appello

La CTR muove dall'assunto secondo cui la correttezza della ricostruzione della vicenda "in termini di fatto", prospettata dall'Amministrazione finanziaria, sia indiscutibile. L'intera operazione sarebbe stata, infatti, posta in essere nell'ambito del gruppo al fine di realizzare "un preciso disegno", consistente nel ridurre, facendo levitare i costi, il reddito imponibile della s.p.a., ai fini dell'imposizione diretta, ed al contempo nel far lucrare agli amministratori la differenza tra l'imposizione fiscale che essi avrebbero subito per la formale distribuzione dei dividendi, e quella ridotta eff