La data dell’opposizione al pignoramento di Equitalia determina la lunghezza del termine di impugnazione della sentenza

di Antonino Russo

Pubblicato il 9 giugno 2015

analisi del problema di impugnazione (termine breve o termine lungo?) ai pignarmenti eseguiti da Equitalia, che nasce dalla riforma del codice di procedura civile del 2009, la quale riforma ha avuto effetti anche sul processo tributario

 

La L. 18 giugno 2009, n. 69, modificando varie disposizioni del codice di procedura civile, ha svolto ampi riflessi anche nel processo tributario, stante il fatto che quest’ultimo tipo di giudizio è collegato a quello civile in virtù del rinvio ex art. 1, c. 2, del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546.

All’epoca, il legislatore (nel regolare le disposizioni transitorie all’art. 58, c. 1, della citata legge n.69/2009) disponeva che le nuove disposizioni si applicassero ai “giudizi instaurati” dopo la data della sua entrata in vigore e quindi a decorrere dal 4 luglio 2009, data che coincide con il quindicesimo giorno dalla pubblicazione della citata legge sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 19 giugno 2009.

 

È doveroso sottolineare che il primo problema, riversatosi sulle parti in contesa, è stato il campo di applicazione del nuovo termine d’impugnazione c.d. “lungo”, ex art. 327 del codice di procedura civile, (ridotto dalla L. n. 69/2009 da un anno a sei mesi) ovvero l’esatto connotato normativo della suindicata locuzione “giudizi instaurati”, imponendosi operativamente, dopo la novella, di individuare se con tale terminologia dovesse farsi riferimento ai processi incardinati in primo grado oltre il 4 luglio 2009 o anche quelli proposti, sempre oltre tale data, in gradi successivi al primo.

Certo è che non sono state poi così rare le eccezioni di inammissibilità (per mancato rispetto del termine decadenziale di sei mesi previsto da novellato art. 327 c.p.c.) che le parti hanno invocato intorno alla interpretazione della norma transitoria di cui all'art. 58, c. 1, L. cit. , secondo una lettura spesso intesa ad assimilare ai giudizi “instaurati” quelli riferibili ai singoli gradi di giudizio, oltre (ovviamente) quelli incardinati al contenzioso successivamente alla data di entrata in vigore delle disposizioni di cui alla Legge n. 69/2009.

Finora i verdetti emessi dalla Suprema Corte hanno univocamente e