La trasmissione telematica dei corrispettivi e prossime politiche fiscali

 

Nel corso del recente convegno tenuto a Rimini nei giorni 6 e 7 maggio, ed organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, il Direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi ha fatto il punto della situazione sulla delega tributaria.

Uno dei temi oggetto di maggiore interesse nel corso del suo intervento ha preso in esame l’ultimo intervento Governativo in tema di fatturazione elettronica. E’ emerso chiaramente che il forte impulso al maggiore utilizzo degli strumenti telematici è solo all’inizio. Con l’intento di semplificare realmente il sistema tributario tutte le parti saranno tenute, secondo la Orlandi, ad uno sforzo supplementare superando eventuali diffidenze all’uso (sempre maggiore) degli strumenti telematici.

 

Per ora la strada scelta dal legislatore è stata quella di riconoscere una serie di benefici fiscali ai contribuenti che ricorreranno in maniera sempre più massiccia alla fatturazione elettronica. Ciò sulla base di quanto previsto dagli schemi dei decreti delegati approvati qualche giorno fa dal Governo ed ora all’esame delle Commissioni parlamentari.

Si tratta di un primo passo, ma è evidente che siamo solo all’inizio. D’altra parte se il Fisco avrà a disposizione presso i propri uffici tutta una serie di informazioni, che normalmente devono essere acquisite presso le sedi dei contribuenti, è evidente che parallelamente dovrà essere disposta la contestuale abrogazione anche di una serie di adempimenti. In buona sostanza la possibilità di effettuare con maggiore efficacia e con maggiore tempestività le attività di controllo deve essere controbilanciata dalla riduzione degli “oneri” attualmente gravanti sugli operatori.

Gli effetti dell’ultimo intervento normativo potranno essere meglio valutati non solo dopo l’approvazione definitiva dei decreti delegati, ma anche dopo l’approvazione delle relative disposizioni di attuazione.

L’art. 2 di uno dei decreti delegati presentati di recente dal Governo (non ancora approvati) prevede la possibilità di effettuare la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi per tutti i soggetti e non solo per gli operatori di maggiori dimensioni. Con decorrenza dal 1 gennaio 2017, i soggetti che effettuano una delle attività di commercio al dettaglio di cui all’art. 22 del Decreto Iva, “possono optare per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del predetto decreto”.

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi sostituisce gli obblighi di registrazione di cui all’art. 24, comma 1, del D.P.R. n. 633/1972. Pertanto non sarà più obbligatoria la tenuta del registro dei corrispettivi. Inoltre non sarà più obbligatoria neppure l’emissione dello scontrino fiscale, né della ricevuta fiscale.

Le regole tecniche e le informazioni da trasmettere saranno stabilite con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate. Sarà importante verificare se il contribuente sarà o meno obbligato anche a comunicare all’Agenzia delle entrate che durante uno o più giorni non sono stati percepiti corrispettivi. In questo modo il Fisco avrebbe immediatamente a disposizione un quadro più chiaro dell’operatore riscontrando subito che in alcuni giorni dell’anno non sono stati realizzati incassi. Sarà così possibile tracciare un eventuale profilo di rischio dell’operatore, ma allo stesso tempo il soggetto interessato potrebbe comunque beneficiare dell’abrogazione di alcuni adempimenti.

 

Un punto fondamentale della disciplina sarà costituito dalla periodicità della trasmissione. Infatti, ove la scelta cadesse su un obbligo giornaliero sussiste il concreto rischio che la semplificazione si traduca in un aggravio eccessivo a carico dei contribuenti. Inoltre dovranno essere anche regolamentati i periodi di chiusura dell’esercizio dell’attività (ad…

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