Come assolvere agli obblighi di fatturazione elettronica


 

 

La Fattura Elettronica da emettere nei rapporti con la Pubblica Amministrazione è un obbligo di legge, previsto già da tanto tempo, in particolare dalla Legge 24/12/2007 n. 244 ed entrato definitivamente in vigore con decorrenza:

 – 6 giugno 2014 per le fatture emesse nei confronti di Ministeri e relative “emanazioni” (ad esempio caserme di Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco, Tribunali, ecc.), delle Agenzie fiscali (ad es. l’Agenzia delle Entrate), e degli Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale, così come individuati nell’elenco ISTAT;

– 31 marzo 2015 per le fatture emesse nei confronti delle altre P.A. e delle Amministrazioni locali, ad esempio Regioni, Province e Comuni.

 Lo scopo principale di imporre questa modalità di fatturazione è certamente quello di permettere allo Stato di avere un controllo preciso e tempestivo della spesa pubblica, che finora non esiste; altri vantaggi sono quelli della riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori della P.A. ma anche l’impulso a traghettare tutta la nazione verso l’utilizzo definitivo della fattura elettronica anche nei rapporti tra privati e conseguentemente l’abbandono generalizzato della carta.

 

L’ampliamento dal 31/3/2015 agli enti locali comporta il coinvolgimento di un vastissimo numero di contribuenti nella problematica della FatturaPA: come cambierà la vita di imprenditori, aziende e commercialisti in vista di questa rivoluzione fiscale?

Sicuramente sono molti gli aspetti da considerare. Innanzitutto l’emissione di una FatturaPA presuppone la conoscenza del meccanismo di base, legato alla normativa che ne ha delineato il contenuto obbligatorio e i dettagli tecnico-implementativi. Molti sono anche i risvolti legati agli specifici adempimenti, per esempio l’assolvimento virtuale dell’imposta di bollo, la conservazione di queste fatture, il reverse charge, lo split payment, ecc.

 

Decorso il termine per l’adeguamento alla nuova normativa, le amministrazioni interessate non potranno più accettare né pagare (neanche parzialmente) fatture emesse o trasmesse in forma cartacea, ma dovranno attendere quelle in forma elettronica. Pertanto, tutti coloro che devono emettere fatture verso la PA sono tenuti a dotarsi di un sistema idoneo, in grado di generare, validare, trasmettere e conservare nelle modalità di legge, i documenti informatici di questo tipo.

La fattura elettronica è un documento fiscale non cartaceo e quindi per certi versi “immateriale”. In linea di principio deve essere emessa fattura elettronica per qualunque operazione – soggetta a fatturazione – se il destinatario è una amministrazione pubblica; dunque, le operazioni in questione, in via generale, riguardano:
cessione di beni;
prestazioni di servizi.

Si prescinde dalla configurazione giuridica del rapporto (mera cessione, di fornitura periodica, di appalto, di somministrazione, di consulenza, ecc.).

La procedura è apparentemente lineare: le PPAA ricevono le fatture elettroniche attraverso il Sistema d’Interscambio (SDI), ossia il sistema informatico deputato alla ricezione e al successivo inoltro delle fatture elettroniche. Queste ultime sono in formato file XML (eXtensible Markup Language), che consente di verificare l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto attraverso la firma elettronica di chi fattura apposta nel documento, la cui successiva trasmissione è legata al codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura, ricavabile dall’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

 Le attività consistono sostanzialmente nel:

  1. Predisporre la fattura elettronica in formato XML, con una nomenclatura file che rispetti i dettati legislativi

  2. Firmarla con firma elettronica qualificata o digitale

  3. Inviarla al Sistema di interscambio attraverso P.E.C. o con altri canali previsti dalle disposizioni legislative

  4. Conservarla in formato elettronico per 10 anni ai sensi del DPCM 3/12/ 2013

 

Sono già presenti sul mercato diverse piattaforme software per eseguire tutto questo in automatico, ad esempio myfoglio: una piattaforma di fatturazione online pensata per agevolare imprenditori, PMI, professionisti e commercialisti, attraverso un’interfaccia intuitiva e semplice da usare e soprattutto mediante un ambiente di lavoro condivisibile, dove i consulenti possono attingere al flusso documentale delle aziende di cui si occupano, senza ritardi o intermediari, ottimizzando l’attività contabile e di controllo gestione.

Con tale piattaforma gli utenti possono generare gratuitamente la fattura elettronica in XML da trasmettere poi — a cura dell’utente — via PEC, previa firma digitale.

Esiste però anche una soluzione all inclusive che consentirà, oltre alla generazione del file XML, anche il servizio di firma, inoltro allo SDI e archiviazione delle fatture elettroniche a norma di legge, garantendo la piena dematerializzazione dei documenti e un completo processo di digitalizzazione, nel pieno rispetto della ratio legis. Per far ciò l’azienda che ha predisposto la piattaforma software ha scelto un partner d’eccellenza, l’ICBPI (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane S.p.A.), proprietario della tecnologia FAST.Invoice.

Grazie a questo connubio di tecnologie, sarà possibile predisporre la FatturaPA anche dalla propria dashboard, usufruendo dell’anagrafica, sempre aggiornata, delle PPAA, apponendovi la firma digitale, inviandola allo SDI e concludendo l’intero processo di archiviazione su FAST.Invoice, senza dover cambiare piattaforma. La solida e testata usabilità dell’interfaccia — anche in versione mobile con app per iPhone e Android — e le garanzie offerte dal partner bancario, offrono agli utenti una user experience di qualità: i commercialisti potranno seguire i propri clienti in tempo reale, attingere ai loro documenti contabili di vendita e di acquisto, alle varie funzioni di cash flowdell’application, all’interfaccia di comunicazione interna e al nuovissimo sistema di anagrafica integrato.

Grazie a quest’ultimo, in fase di inserimento di un nuovo cliente o fornitore, sarà possibile attingere, direttamente dalla propria dashboard, alla enorme banca dati diiCRIBIS, che raccoglie i dati aziendali di quasi tutte le imprese italiane. Di contro, le aziende potranno restare in contatto costante con il proprio consulente e i propri clienti, ed emettere fatture e note di credito elettroniche senza problemi, oltre ad altri documenti contabili.

 

2 aprile 2015

Commercialista Telematico


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