Certificazione annuale del rispetto del Patto di stabilità e ruolo del revisore

di Fabio Federici

Pubblicato il 30 marzo 2015

la verifica del rispetto del Patto di stabilità da parte dell’ente locale costituisce oramai uno dei capisaldi delle attività di controllo attribuite ai Revisori degli enti locali

La verifica del rispetto del Patto di stabilità da parte dell’ente locale costituisce oramai uno dei capisaldi delle attività di controllo attribuite ai Revisori degli enti locali.

Lo Stato, come sappiamo, in sede di predisposizione ed approvazione della manovra di finanza pubblica, in base alle previsioni sull'andamento della finanza pubblica decide l'entità delle misure correttive da porre in essere negli anni successivi e la tipologia delle stesse.

Il contributo a queste misure correttive di finanza pubblica viene imposto dallo Stato alle sue articolazioni periferiche attraverso lo strumento del Patto di stabilità interno, che ad ogni amministrazione locale attribuisce uno specifico obiettivo di bilancio da raggiungere, pena l’applicazione di severe misure di contenimento delle risorse disponibili, di tagli dei compensi nonché di blocco delle facoltà assunzionali e delle altre opzioni operative normalmente riconosciute agli enti.

A partire dal 2014 sono soggetti al Patto di stabilità, salvo le eccezioni previste in favore degli enti di nuova costituzione, le Province, i Comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti e le Unioni di comuni costituite fra Comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti secondo le regole previste per i Comuni aventi corrispondente popolazione.

Rileva ai fini del rispetto degli obiettivi di Patto il cosiddetto saldo di competenza mista, determinato dalla somma fra gli accertamenti di entrata corrente e gli incassi delle entrate in conto capitale al netto delle riscossioni di crediti, meno la somma degli impegni di spesa corrente e dei flussi di cassa delle spese in conto capitale al netto delle concessioni di crediti. Questo valore va in ogni caso depurato da specifiche componenti di spesa e di entrata che la stessa disciplina del Patto di stabilità dispone di non c