La legge di stabilità per gli enti locali (prima parte)

di Fabio Federici

Pubblicato il 13 gennaio 2015

iniziamo la pubblicazione di una rassegna delle principali misure della Legge di stabilità per gli enti locali; in questa prima parte: il Durc, le novità in tema di IRAP, la tesoreria unica...

 

DURC

Il comma 18 della Legge di stabilità, introducendo nell’articolo 37 del D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014(Decreto Irpef), il nuovo comma 7-quinquies, dispone che la regolarità contributiva del cedente dei crediti certificati mediante piattaforma elettronica va definitivamente attestata dal DURC (Documento unico di regolarità retributiva) in corso di validità, allegato all’atto di cessione o comunque acquisito dalla pubblica amministrazione ceduta.

Si prevede inoltre che all’atto dell’effettivo pagamento dei crediti certificati oggetto di cessione, le pubbliche amministrazioni debitrici devono acquisire il DURC esclusivamente nei confronti del cessionario.



Compensazione delle cartelle esattoriali con crediti nei confronti delle PA

Il comma 19 della Legge di stabilità estende a tutto il 2015 l’applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 12, comma 7-bis del D.L. n. 145/2013, convertito dalla Legge n. 9/2014 (cosiddetta Legge Destinazione Italia), per effetto delle quali si riapre la possibilità di compensazione delle somme iscritte a ruolo in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali maturati nei confronti delle Pubbliche amministrazioni.

L’effettiva possibilità di fruire della compensazione di tali somme è comunque subordinata alla necessità che i crediti siano certificati e che la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

Il comma 19 rimanda comunque la definizione delle specifiche modalità di esercizio della compensazione ad un apposito Decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, da adottare di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico entro il termine (ordinatorio) del prossimo 31 marzo 2015.



IRAP

I commi 20 e seguenti della Legge di stabilità introducono importanti modifiche alla disciplina dell’IRAP, che invero non avrebbero un impatto diretto sulla fiscalità a carico delle pubbliche amministrazioni. Le modifiche infatti non toccano l’aliquota di riferimento del 8,5% applicata dalle Amministrazioni pubbliche ai fini della determinazione dell’ammontare dell’imposta a carico secondo le modalità ordinarie previste dall’articolo 10-bis del Decreto Irap.

Occorre tuttavia considerare che a tali amministrazioni è riconosciuta la facoltà di determinare, relativamente alle attività commerciali da esse svolte, il quantum dell’imposta mediante l’applicazione del metodo analitico previsto per le società di capitali e gli enti commerciali. In tali casi pertanto i nuovi interventi sulla materia apportati dalla Legge di stabilità trovano applicazione anche per questi enti.



Deducibilità spese del personale

Il comma 20 ammette in deduzione ai fini IRAP, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, la differenza tra il costo complessivo per il personale dipendente a tempo indeterminato e le vigenti deduzioni spettanti a titolo analitico o forfetario riferibili sempre al costo del lavoro.



Credito di imposta per soggetti senza personale

In favore dei soggetti passivi che non si avvalgono di dipendenti nell’esercizio della propria attività, il successivo comma 21 introduce a partire dal 2015 un credito d’imposta IRAP pari al 10 per cento dell’imposta lorda determinata secondo le regole generali. Tale credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi del D.Lgs. n. 241/1997 (e dunque con un limite di importo complessivo pari a 700mila euro annui) a decorrere dall’anno di presentazione della corrispondente dichiarazione IRAP (ossia a partire dal 1° gennaio 2016).



Aumento delle aliquote IRAP

Il comma 22 abroga con effetti retroattivi già a valere sull’esercizio 2014 le disposizioni di favore che avevano tagliato le aliquote IRAP relative ai soggetti diversi dalle pubbliche amministrazioni. Le aliquote a cui si dovrà fare riferimento per il calcolo dell’imposta in sede determinazione del saldo per il 2014 sono pertanto le seguenti:

  • 3,90 per cento per l'aliquota generale;

  • 4,20 per cento per i concessionari;

  • 4,65 per cento per le banche;

  • 5,90 per cento per le assicurazioni;

  • 1,90 per cento per l'agricoltura.

Il comma 23 fa comunque salvi gli effetti della diminuzione delle aliquote disposte dal

D.L. n. 66/2014 ai fini della determinazione degli acconti relativi al periodo d’imposta 2014. Se si considera che gli acconti sono stati pagati nel corso del 2014 dai soggetti passivi IRAP con aliquote inferiori introdotte dal Decreto Irpef, si stima che questi contribuenti dotrebbero prevedibilmente trovarsi nella situazione di corrispondere all’Erario in sede di dichiarazione IRAP relativa all’esercizio 2014 un conguaglio annuale di importo più sostanzioso rispetto a quello che sarebbe stato determinato per effetto della legislazione previgente.



Effetti delle nuove misure sugli enti locali

In caso di opzione da parte delle amministrazioni pubbliche, queste novità troveranno perciò applicazione anche nei confronti di questi enti ai fini della determinazione del carico tributario sulle attività da essi “optate”.

Va comunque tenuto presente che i benefici o gli eventuali aggravi fiscali previsti dai commi 20 e seguenti della Legge di stabilità non dovrebbero comunque generare rilevanti variazioni d’imposta per questi enti, posto che solitamente l’esercizio delle suddette opzioni determina sulle attività in questione la quantificazione di un’imposta IRAP di importo pari 0 € o comunque assai limitato.

Ad ogni modo la sopravvenuta deducibilità dei costi del personale dalla base imponibile consiglierebbe alle amministrazioni di rivedere i propri calcoli di convenienza, specie nelle attività ad alta intensità di personale, (per esempio assistenza domiciliare, asili nido o comunità per anziani) e di procedere prontamente all’opzione per il metodo di calcolo commerciale nei casi in cui ciò assicurasse consistenti risparmi di imposta.



Rendita catastale per immobili con macchinari imbullonati

La legge di Stabilità 2015 tenta di risolvere, peraltro con una tecnica legislativa non immune da giustificati rilievi, il problema dell’accertamento catastale di capannoni industriali e macchinari. Il problema si è generato a causa dell’erronea interpretazione delle normative in materia che hanno condotto in recenti accertamenti all’inclusione nella stima dei fabbricati anche di macchinari (imbullonati o meno al suolo) per il semplice fatto che la loro presenza è essenziale per caratterizzare la destinazione economica dell’opificio.

A tal fine il comma 244 fa rinvio per il calcolo dell’IMU sulle c