Controlli sulle società cessate: le intenzioni del Fisco

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 7 gennaio 2015

la circolare di fine 2014 che illustra il decreto sulle semplificazioni fiscali mette in luce una volontà del fisco di allargare al massimo il perimetro della responsabilità fiscale di liquidatori, amministratori e soci di società cancellate dal registro delle imprese

Come è ormai noto, l’art. 28, c. 4, del D.Lgs.n.175 del 21 novembre 2014, a decorrere dal 13 dicembre 20141, ha previsto che ai soli fini della validità e dell'efficacia degli atti diliquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi econtributi, sanzioni e interessi, l'estinzione della società di cuiall'art.2495 del codice civile ha effetto trascorsi cinque anni dallarichiesta di cancellazione del Registro delle imprese. Inoltre, il successivo comma 5, dello stesso art.28 ha modificato le regole relative alla responsabilità dei liquidatori, previste dall’art.36, del D.P.R.n.602/73.



LE VECCHIE REGOLE

A partire dal 1° gennaio 2004, l’art. 2495 del Codice Civile, per le società di capitali2, dispone che approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese. Ferma restando l'estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi. La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l'ultima sede della società.

Estinta la società, sostanzialmente, l’Amministrazione Finanziaria poteva esercitare l’azione di responsabilità ex art.36, del D.P.R.n.602/73, nei confronti del liquidatore di una società nel caso in cui questi abbia esaurito le disponibilità della liquidazione senza provvedere al pagamento del credito tributario, a condizione che il debito tributario della società sia certo ed esigibile e che vi sia certezza legale che i medesimi crediti non siano stati soddisfatti con le attività della liquidazione medesima.

L’art. 36, del D.P.R.n.602/73, infatti, disciplina la responsabilità e gli obblighi degli amministratori, dei liquidatori e dei soci.In virtù di detta norma, prima delle modifiche da ultimo apportate,“i liquidatori dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche che non a