Il bollo sulla fattura elettronica con modello F24

I contribuenti che devono assolvere l’imposta di bollo unitamente all’emissione di una fattura in formato elettronico sono ora in grado di versare il tributo secondo le nuove modalità previste dall’art. 6 del DM del 17 giugno 2014. Con la Risoluzione n. 106/E del 2 dicembre l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice “2501” per pagare l’imposta secondo le nuove regole.
 
I documenti elettronici sono a tutti gli effetti fatture. Pertanto ad esse sono applicabili tutte le regole specifiche in materia di Iva ed imposta di bollo. A tal proposito deve essere ricordato, a titolo esemplificativo, come l’imposta di bollo sia dovuta per gli importi fatturati non soggetti ad Iva superiori a 77,47 euro in caso di operazioni esenti ex art. 10, escluse ex art. 15 del Decreto Iva o fuori campo Iva per carenza del requisito della territorialità.
Con decorrenza dal 27 giugno 2014 (data di entrata in vigore del d.m. del 17 giugno 2014) è possibile assolvere l’imposta di bollo in modo virtuale mediante modello F24 (non più con il modello F23) che dovrà essere utilizzato per il versamento a consuntivo, come già ricordato, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (quindi entro il 30 aprile, ovvero entro il 29 aprile per gli anni bisestili). La nuova norma è intervenuta sulle scadenze eliminando i versamenti in acconto e a saldo. In questo modo il tributo è assolto in modo preciso e non previsionale.
 
Inoltre in base alle nuove modalità, non sarà più necessaria la comunicazione preventiva mediante lettera raccomandata all’Agenzia delle entrate. Sul documento elettronico, in luogo dell’apposizione del contrassegno telematico (che sarebbe materialmente impossibile), devono essere riportati gli estremi della norma di riferimento. In attesa che venga aggiornato il tracciato della Fattura PA, nell’apposito campo del documento elettronico sarà necessario inserire l’indicazione “DM- 17 GIU-2014”
 
Tali modalità sono obbligatorie. Non è corretto assolvere l’imposta di bollo apponendo il contrassegno (la “vecchia marca”) su un esemplare stampato in formato cartaceo. Il documento di riferimento è quello in formato elettronico che deve essere in regola con il bollo sin dall’origine, cioè sin dal momento di emissione (data di ricezione della ricevuta dal Sistema di interscambio)
L’art. 1, commi da 209 a 214 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha introdotto nell’ordinamento italiano l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti della pubblica amministrazione. A tal fine è stato istituito il Sistema di interscambio (SDI) “quale punto di passaggio obbligato di tutte le fatture dirette alla pubblica amministrazione”, demandando al Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione la regolamentazione attuativa (cfr circ. min. n. 1 del 31 marzo 2014). In particolare, l’art. 1, comma 211 cit. prevede che “La trasmissione delle fatture elettroniche avviene attraverso il Sistema di interscambio istituito dal Ministero dell’economia e delle finanze e da questo gestito anche avvalendosi delle proprie strutture societarie”.
Il Decreto del Ministero dell’economia e finanze 3 aprile 2013, n. 55, ha definito una serie di regole tecniche (per l’emissione della fattura elettronica nei confronti della PA) individuando, per classi di pubbliche amministrazioni, le date di decorrenza dell’obbligo di fatturazione elettronica previsto dall’art. 1, comma 209 cit.
L’emissione della fattura elettronica è obbligatoria dal 6 giugno 2014 nei confronti dei ministeri, Agenzie fiscali ed enti di previdenza. Nei confronti degli altri soggetti …

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