Debiti in bilancio ma creditori inerti: presupposti (e conseguenze) civilistiche e fiscali dello stralcio

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 23 dicembre 2014

i debiti commerciali riferiti ad esercizi precedenti, iscritti in bilancio, possono essere svalutati dalla società debitrice a condizione che la documentazione in possesso risulti sufficiente a dimostrare l’effettiva variazione di valore, in particolare in caso di inerzia del creditore per il recupero del proprio credito

I debiti commerciali riferiti ad esercizi precedenti, iscritti in bilancio, possono essere svalutati dalla società debitrice a condizione che la documentazione in possesso risulti sufficiente a dimostrare l’effettiva variazione di valore. In assenza di un accordo transattivo tra le parti o un atto di remissione (totale o parziale) del debito, l’unica possibilità di stornare la posizione debitoria dal bilancio è quella rappresentata dalla decorrenza dei termini di prescrizione. L’intervento si interroga altresì sulle possibili ricadute fiscali della mancata tassazione delle sopravvenienze attive conseguite a seguito dell’infruttuoso decorso dei termini di prescrizione delle partite debitorie.



Il principio contabile OIC numero 19

Il principio contabile Organismo Italiano di Contabilità numero 19 – Parte Debiti - ha lo scopo di disciplinare il trattamento contabile e l’informativa da fornire nella nota integrativa per i debiti.

Più in particolare, il principio definisce la nozione di debito e fornisce i criteri per la rilevazione, classificazione, valutazione nel bilancio d’esercizio nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa.

In linea generale i debiti sono passività di natura determinata ed esistenza certa, con scadenza e ammontare determinati e rappresentano:

  1. obbligazioni a pagare un ammontare determinato di disponibilità liquida ad una scadenza determinata ovvero

  2. obbligazioni a consegnare beni o rendere servizi.

Nelle imprese mercantili, industriali e di servizi tali obbligazioni derivano di solito dall'acquisto di prodotti, merci e servizi.

I debiti includono anche gli ammontari che sono pagati per il personale, per imposte, per royalty, per dividendi, per l'acquisizione di finanziamenti ed altri.

Le posizioni debitorie espresse in bilancio differiscono dai fondi per rischi e per oneri che, invece, accolgono gli accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti aventi natura determinata, esistenza certa o probabile ed il cui ammontare o data di sopravvenienza è indeterminato alla chiusura dell'esercizio.

I debiti differiscono anche dagli impegni che rappresentano accordi per adempiere in futuro a certe obbligazioni assunte o a svolgere o eseguire determinate azioni o attività

Ai fini della classificazione dei debiti ha rilevanza:

l'origine;

la natura del creditore;

la scadenza.

Relativamente alla loro origine, i debiti si distinguono in:

debiti commerciali: debiti sorti in relazione ad operazioni di acquisizione di beni e servizi (ad esempio i debiti verso fornitori);

debiti finanziari: debiti sorti per prestiti e finanziamenti ricevuti (ad esempio emissione di

prestiti obbligazionari, debiti verso banche ed altri istituti finanziari);

altri debiti: debiti sorti per ragioni diverse da quelle sopraindicate (debiti verso azionisti per

dividendi dichiarati, debiti verso l'erario e istituti previdenziali, debiti verso dipendenti, ecc.).

I debiti finanziari differiscono dai debiti commerciali per essere originati non dall’acquisizione di

beni e servizi bensì da operazioni che hanno ad oggetto direttamente somme di denaro.

La natura del creditore assume rilevanza ai fini all'esposizione dei debiti nel passivo dello stato patrimoniale, in quanto è diversa l'informazione e l'interpretazione del bilancio se i debiti sono, ad esempio, verso fornitori, verso finanziatori o verso altri terzi. Per le stesse esigenze di informazione e di interpretazione del bilancio, anche i debiti verso imprese controllate, collegate e controllanti hanno indicazione separata con specificazione della loro natura.

Con riguardo alla natura del creditore, lo schema previsto dall’art. 2424 c.c. distingue i debiti tra:

debiti verso sottoscrittori di obbligazioni;

debiti verso soci per finanziamenti;

debiti verso banche;

debiti verso altri finanziatori;

acconti da clienti;

debiti verso fornitori;

debiti verso imprese controllate, collegate e controllanti;

debiti tributari;

debiti verso istitut