La certificazione unica per agenti e rappresentanti

Con il comunicato stampa del 26 settembre 2014, l’Agenzia delle entrate ha reso noto che è pronto lo schema di certificazione Unica (CU) che, mandando “in pensione il CUD, consentirà di far confluire in un unico documento tutti i redditi corrisposti nel 2014; non solo, quindi, quelli di lavoro dipendente e assimilati, ma anche quelli finora certificati in forma libera” ai percettori di redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi soggetti a ritenuta.
L’aver introdotto una certificazione unica per tutte le tipologie di redditi soggetti a ritenuta fiscale dovrebbe rappresentare una gran bella semplificazione, per il fatto, appunto, di aver stabilito un modello unico.
Sul piano operativo, però, non avendo l’Agenzia tenuto conto delle modalità concrete di effettuazione degli adempimenti fiscali, saranno non pochi i problemi che potrebbero prospettarsi agli operatori tra i quali si ricordano solo i seguenti esempi:
-poiché è frequente la ripartizione degli adempimenti tributari fra commercialisti e consulenti del lavoro, sarà possibile trasmettere separatamente le certificazioni uniche (quelle relative ai redditi di lavoro dipendente e le altre) redatte da ciascun professionista, così come attualmente è consentito per la trasmissione del modello 770 ?
– in caso di uno stesso soggetto percipiente di somme a differente titolo (un lavoratore autonomo o un occasionale che, nello stesso anno, passa ad essere dipendente), sarà ancora possibile predisporre separate certificazioni per ciascuna tipologia di somma erogata ?
Indipendentemente da tali questioni, che pure dovranno essere affrontate e risolte ben prima del 28 febbraio 2015 (data prevista per la prima trasmissione delle certificazioni uniche), in questa sede si intende affrontare l’ulteriore questione che riguarda l’obbligo della certificazione unica (rilasciata sulla base di un criterio che è quello di cassa) con l’obbligo di dichiarare redditi sulla base del criterio di competenza; in particolare, ci si riferisce alle questioni che potranno incontrare gli agenti di commercio e tutti gli altri titolari di reddito derivanti da provvigioni.
Pare opportuno, al riguardo, precisare che la questione riguarda solo i soggetti che esercitano per attività abituale, ancorché non esclusiva, una delle attività commerciali da cui deriva la percezione di provvigioni soggette a ritenuta d’acconto, con esclusione, quindi, dei soggetti che esercitano attività occasionali per i quali la ritenuta d’acconto è sempre scomputata sulla base del principio di cassa.
L’obbligo della certificazione unica
L’art. 4, comma 6-ter, del DPR n. 322/1998 impone ai soggetti che erogano somme, in qualunque modo denominate, sottoposte a ritenuta fiscale, di rilasciare ai percettori un’apposita certificazione unica, anche ai fini dei contributi dovuti all’INPS, attestante l’ammontare complessivo delle predette somme corrisposte, l’ammontare delle ritenute operate, delle detrazioni di imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché gli altri dati stabiliti con il provvedimento amministrativo di approvazione dello schema di certificazione unica.
Pur essendo prevista l’approvazione di uno schema di certificazione unica, lo schema è stato, finora, limitato ai redditi di lavoro dipendente e assimilati e non anche alle altre tipologie di somme erogate che sono state, quindi, certificate come ognuno ha voluto.
La mancanza di uno schema prestabilito per la certificazione dei compensi diversi dai redditi di lavoro dipendente e assimilati, peraltro, risulta confermata dalla riposta, fornita il 3 ottobre 2007 alla Camera dei deputati, all’interrogazione parlamentare n. 5-01529.
 
Lo scomputo delle ritenute d’acconto da parte degli agenti…

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