Agevolazioni fiscali e contributive a favore delle imprese che assumono lavoratori detenuti

 

Premessa.

In premessa, la legge 22 giugno 2000, n. 193 – Norme per favorire l’attività – lavorativa dei detenuti, la c.d. legge “Smuraglia” e la legge 8 novembre 1991, n. 381 – Disciplina delle cooperative sociali prevedono, rispettivamente agevolazioni:

fiscali in favore di imprese pubbliche e private;

contributive in favore di cooperative sociali,

che assumono lavoratori detenuti o che svolgano, nei loro confronti, attività formative, rimandando, poi, ad Regolamento ministeriale la determinazione delle modalità di fruizione di tali incentivi e la loro entità.
In attuazione,in data 22 ottobre 2014, è stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 246, il decreto ministeriale1 di natura regolamentare recante sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti chesostituisce i due regolamenti sinora vigenti, ovvero i decreti:

25 febbraio 2002, recante sgravi fiscali alle imprese che assumono lavoratori detenuti;

9 novembre 2001, recante sgravi contributivi a favore delle cooperative sociali.

La scelta di utilizzare un unico decreto risponde, si apprende dalle previste relazioni, ad una esigenza di economicità e sistematicità, atteso che si tratta di intervento regolatorio caratterizzato da una netta omogeneità quanto alle finalità perseguite: una disciplina di dettaglio tale da consentire alle imprese, che assumono lavoratori detenuti, di poter fruire degli incentivi fiscali e contributivi previsti per legge.
Lo schema del decreto, prima della firma da parte dei Ministri competenti, è stato trasmesso, al fine di acquisirne i pareri, alle Commissioni competenti della Camera dei Deputati e del Senato, rubricato come Atto Governo n. 97.
In Senato, lo schema è stato assegnato, in sede osservazioni, alle Commissioni 5ª – Bilancio; 6ª – Finanze e tesoro ed 11ª – Lavoro e previdenza sociale, nonché alla 2ª Commissione Giustizia, in sede consultiva, che ha espresso un parere favorevole con osservazioni.
Alla Camera dei Deputati, l’Atto è stato assegnato alle Commissioni VI Finanze e XI Lavoro, che hanno espresso un parere favorevole con osservazioni ed alla Commissione V Bilancio, che ha espresso un parere favorevole con rilievi.
Il provvedimento, restituito al Governo e quindi firmato dai Ministri competenti, dopo le previste verifiche da parte della Ragioneria Generale dello Stato, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2014.

Analisi normativa di contesto.

Per ciò che concerne le agevolazioni fiscali, l’articolo 3 della legge 22 giugno 2000, n. 1932 – recante “Norme per favorire l’attività lavorativa dei detenuti”, dispone la concessione di un credito di imposta alle imprese che assumono, per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni, lavoratori detenuti o internati, anche ammessi al lavoro all’esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354, ovvero semiliberi provenienti dalla detenzione, o che svolgono effettivamente nei loro confronti attività formative.
Si precisa che l’articolo 2 della menzionata legge estende tali agevolazioni anche alle aziende pubbliche o private che organizzano attività produttive o di servizi all’interno degli istituti penitenziari, utilizzando persone detenute o internate.
Per quel che riguarda le agevolazioni contributive, l’articolo 4, comma 3-bisdella legge 8 novembre 1991, n. 3813 – recante “Disciplina delle cooperative sociali”, prevede una percentuale di sgravio delle aliquote della contribuzione per l’assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale dovute dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone detenute o internate negli istituti penitenziari, agli ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e alle persone condannate e internate …

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