Dichiarazione integrativa: il problema del credito d'imposta e del visto di conformità

Con la circolare 28/E/2014, l’AE ha fornito alcuni chiarimenti con riferimento ai “compiti” assegnati ai controllori appostanti il visto di conformità necessario per lo “sdoganamento” della compensazione orizzontale dei crediti per imposte dirette generati nelle dichiarazioni annuali.

 

Come noto, l’articolo 1 comma 574 della legge 21 dicembre 2013 n. 147, ha esteso l’obbligo di apposizione del visto di conformità, di cui all’articolo 35 del decreto Legislativo 9 luglio 1997 n. 241, alle compensazioni dei crediti concernenti le imposte sui redditi, le relative addizionali, le ritenute alla fonte di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n 602, le imposte sostitutive delle imposte sul reddito e l’imposta regionale sulle attività produttive, qualora gli importi siano superiori ad euro 15.000,00.

 

La norma prevede poi che in alternativa la dichiarazione è sottoscritta, oltre che dai soggetti di cui all’articolo 1, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, dai soggetti di cui all’articolo 1, comma 5, del medesimo regolamento, relativamente ai contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del codice civile, attestante l’esecuzione dei controlli di cui all’articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164.

Evidente l’analogia con le norme di “resistenza” all’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti IVA e di cui all’articolo 10 del DL 78/2009.

In materia IVA il contribuente che intende utilizzare in compensazione un credito emergente dalla dichiarazione annuale per un importo superiore ad € 15.000,00 deve appore il visto di conformità sulla stessa.

Lì il meccanismo è il seguente:

  • Credito IVA per un importo pari ad € 20.000,00;

  • Utilizzabilità senza limitazioni fino a concorrenza dell’importo pari ad € 5.000,00;

  • Utilizzabilità con limitazione di primo grado fino a concorrenza dell’importo di € 15.000,00 mediante la preventiva presentazione della dichiarazione IVA;

  • Utilizzabilità con azzeramento delle limitazioni mediante la preventiva presentazione della dichiarazione IVA con apposizione del visto di conformità.

Il meccanismo per l’utilizzo in compensazione orizzontale di crediti per imposte dirette è differente:

  • Credito IRES per € 20.000,00;

  • Il credito è immediatamente utilizzabile in compensazione orizzontale fin dal 1° giorno del periodo di imposta successivo a quello di generazione dello stesso;

  • Se il credito in compensazione già utilizzato alla data di presentazione della dichiarazione è superiore alla soglia di guardia (€ 15.000,00) ovvero, se il contribuente ha intenzione di utilizzare in compensazione orizzontale un importo superiore a tale limite, entro il termine massimo di cui all’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997 (termine di presentazione della dichiarazione successiva), allora dovrà apporre il visto di conformità.

Tanto precisato vi è da chiedersi se l’apposizione del visto costituisca una scelta espressa in dichiarazione e se tale scelta possa essere modifica o integrata mediante la presentazione di una dichiarazione successiva.

La giurisprudenza ha insegnato, per principio, che le dichiarazioni sono espressioni di scienza e giudizio e pertanto emendabili, ma anche portatrici di manifestazioni di volontà coincidenti con le scelte opzionali che il dichiarativo propone. Tali scelte, afferma la giurisprudenza, non sono emendabili, ad eccezione dell’ipotesi dell’accertamento dell’errore essenziale e riconoscibile (art. 1427 e ss c.c.), perché espressive di una volontà e di un atto negoziale unilaterale ad efficacia ricettizia.

Sent. CORTE DI CASSAZIONE – SENTENZA DEL 11 MAGGIO 2012, N. 7294:

La dichiarazione dei redditi del contribuente, affetta da errore, anche omissivo, sia esso di fatto o di diritto, in cui sia incorso il dichiarante nella sua redazione, è sempre…

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