Per l’accertamento con adesione vale la data di spedizione

di Francesco Buetto

Pubblicato il 18 settembre 2014

in caso di invio per posta della domanda di accertamento con adesione il contribuente deve fare attenzione ad inviare il plico nei 60 giorni previsti dal dettato normativo

Il quadro giuridico

La norma contenuta nel secondo comma dell'art. 6, del D.Lgs. n. 218/97 (ai fini reddituali ed Iva) e parallelamente nell’art. 12, del medesimo D.Lgs. n. 218/97 (ai fini delle imposte indirette diverse dall’Iva) consente al contribuente di proporre istanza di accertamento con adesione, se l’accertamento non è stato preceduto da invito a comparire da parte dell’ufficio, chiedendo l’instaurazione del contraddittorio.

L’istanza, in carta libera, deve contenente il riferimento all’atto avverso il quale è proposta e l’indicazione del recapito, anche telefonico del contribuente, e può essere consegnata o spedita all’Ufficio che ha emesso l’atto impositivo.

In ordine alle modalità di presentazione dell’istanza, le prime istruzioni fornite con la circolare n. 235/1997 riconoscevano al contribuente la possibilità di avvalersi anche del servizio postale, senza tuttavia evidenziare se in tale ipotesi, ai fini della tempestività dell'istanza, assumesse rilevanza la data di spedizione o quella in cui essa perviene all'ufficio competente.

Successivamente, con la circolare n.28/2002 l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto tempestiva la domanda spedita per posta entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell'atto di accertamento, purché vengano rispettate dal contribuente le modalità prescritte dall'art. 20 del D.Lgs. n. 546/1992 (plico raccomandato senza busta, con avviso di ricevimento).



Il pensiero della Cassazione

Con la sentenza n. 17314 del 30 luglio 2014 (ud. 22 maggio 2014) la Corte di Cassazione, pur consapevole dell’orientamento espresso dalle Entrate, non ne ha condiviso il pensiero.

Nel caso