Tre auto fanno un sintetico

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 31 luglio 2014

nel vecchio accertamento sintetico il possesso di autoveicoli era uno dei maggiori indici in grado di giustificare una maggior capacità contributiva a carico del contribuente accertato

Con l’ordinanza n.15931 dell’11 luglio 2014 la Corte di Cassazione ha legittimato l’accertamento sintetico operato dall’ufficio, nel vecchio regime, sulla base, fra l’altro, della disponibilità di tre autovetture, in assenza di elementi utili, da parte del contribuente, a negare rilevanza ai beni indicativi di maggiore capacità contributiva.

La Corte ha, quindi, cassato la decisione dei giudici di secondo grado, atteso che la sentenza non ha individuato “i concreti elementi utilizzati per negare rilevanza agli elementi indicatori di capacità contributiva” né ha indicato “i concreti dati e l’iter logico giuridico seguiti per affermare … la indisponibilità di tre auto, oltretutto, pretermettendo l’esame delle risultanze del P.R.A, idonei a giustificare una diversa decisione…”.

 

Breve nota

Già con ordinanza n. 27545 del 19 dicembre 2011 (ud. 13 ottobre 2011) la Corte di Cassazione aveva legittimato un accertamento sintetico fondato, sostanzialmente, sul possesso di due autovetture di grossa cilindrata e sulla disponibilità di un pacchetto azionario. In particolare, “l'Agenzia aveva dimostrato l'inadeguatezza dei redditi della moglie a giustificare le disponibilità del contribuente e, sotto altro aspetto, che era rimasta incontestata (Cass. n. 1540/2007, n. 5488/2006, n. 2273/2005) la circostanza che il P. era proprietario di due auto di grossa cilindrata (2.500 c.c.) e deteneva quote in quattro società, ed, ancora, che il contribuente non aveva assolto all'onere probatorio, sullo stesso gravante”. E pertanto la Corte riconferma il principio secondo cui “grava sul contribuente che contesti l'applicazione di tali coefficienti l'onere di dimostrare in concreto che il proprio reddito effettivo e diversoed inferiore a quello scaturente dalle presunzioni adottate dall'ufficio" (Cass. nn. 14161/2003, 12731/2002 e 8372/2001). Costituisce consolidato orientamento giurisprudenziale (Cass. nn. 19252/2005, 14161/2003 e 11300/2000), quello secondo cui "in tema di accertamento dei redditi, sono - ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 2, nel testo applicabile nella fattispecie ratione temporis - elementi indicativi di capacità contributiva, tra gli altri, specificamente la disponibilità in Italia o all'estero di autoveicoli, nonchè di residenze principali o secondarie; la disponibilità di tali beni, come degli altri previsti dalla norma, costituisce, quindi, una presunzione di capacità contributiva da qualificare legale ai sensi dell'art. 2728 c.c., perchè è la stessa legge che impone di ritenere conseguente al fatto certo di tale disponibilità la esistenza di una capacità contributiva".Nelle precitate pronunce è stato, pure, precisato che "il giudice tributario, una volta accertata l'effettività fattuale degli specifici elementi indicatori di capac