Enti locali: le novità per il fondo crediti di dubbia esigibilità

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 14 luglio 2014

già a decorrere dal bilancio di previsione per l’anno 2012 gli enti locali dovevano istituire un “Fondo svalutazione crediti” o “Fondo crediti di dubbia esigibilità” di importo non inferiore al 25% dei residui attivi

L’articolo 6, c. 17 D.L. 6 luglio 2012, n.5 il cosiddetto decreto “Spending review”, convertito nella Legge n.135/2012, imponeva agli enti locali, già a decorrere dal bilancio di previsione per l’anno 2012, di istituire un “Fondo svalutazione crediti” o “Fondo crediti di dubbia esigibilità” di importo non inferiore al 25% dei residui attivi del Titolo I e III dell’entrata aventi un’anzianità superiore a 5 anni (ossia relativi agli anni dal 2006 e precedenti).

Per i residui, per i quali l’organo di revisione abbia analiticamente certificato la perdurante sussistenza delle ragioni del credito e l’elevato tasso di riscuotibilità, sulla documentazione dei relativi responsabili dei servizi competenti, potevano essere esclusi dal calcolo per la determinazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDDE).

Tale norma ha, di fatto, anticipato l’obbligo dell’iscrizione del Fondo crediti di dubbia esigibilità, così come previsto dal Decreto Legislativo del 23 giugno 2011, n. 118, che disciplina l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni e degli enti locali.

L’esplicito richiamo al D.Lgs. 118/2011, inoltre, imponeva di vincolare l’avanzo di amministrazione del 2012 per un importo pari alla quota del Fondo crediti di dubbia esigibilità iscritta in bilancio.

Il Fondo crediti di dubbia esigibilità, in contabilità finanziaria, deve intendersi come un fondo rischi diretto ad evitare l’utilizzo di entrate di dubbia e difficile esazione.

Il principio della contabilità finanziaria allegato al DPCM 28 dicembre 2011, in attuazione del D.Lgs. 118/2011, per gli enti in sperimentazione, prevede che l’accantonamento al fondo non sia oggetto di impegno, ma a tutti gli effetti generi un’economia di bilancio che confluisce, appunto, nell’avanzo di amministrazione come quota vincolata.

Nel principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (allegato 4.2 al D.Lgs. 118/2011) sono fissati i principi da seguire per l’accertamento e la formazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità:

  • sono accertate per l’intero importo del credito anche le entrate di dubbia e difficile esazione, per le quali non è certa la riscossione integrale, quali, ad esempio, le sanzioni amministrative al codice della strada, gli oneri di urbanizzazione, i proventi derivanti dalla lotta all’evasione...

  • per le entrate di dubb