Spesa per il personale: attenzione a tutti i vincoli

Gestione e Valutazione del Personale
Fusione di Comuni e limiti alle spese del personale
Un Comune risultante da una recente fusione di Comuni chiede a quale disciplina pubblicistica sono vincolate le sue politiche del personale posto che, secondo quanto disposto dall’articolo 31, comma 23, della Legge n. 183/2011 (Legge di stabilità 2012), gli enti istituiti a decorrere dal 2011 sono soggetti alle regole del Patto di stabilità interno a decorrere dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione (nel caso specifico, dal 2017), assumendo quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell’anno successivo all’istituzione medesima.
In risposta al quesito la Sezione Marche della Corte dei conti nella Deliberazione n. 48/2014/PAR del 8 maggio 2014 ricostruisce il dettaglio delle due principali disposizioni che vincolano le spese del personale degli enti locali: il comma 557 dell’articolo 1 della Legge n. 296/2006 per gli enti sottoposti al Patto di stabilità interno ovvero il precedente comma 562 dell’articolo 1 della stessa Legge n. 296/2006 per i Comuni esclusi dalla sua applicazione.
I giudici contabili marchigiani non sembrano nutrire dubbi nel sostenere che il Comune nato dalla fusione è soggetto, per tutto il periodo in cui è esonerato del Patto, ai vincoli del comma 562 della Legge n. 296/2006, ed è pertanto tenuto alla progressiva riduzione delle spese del personale in termini assoluti rispetto a quelle dell’esercizio precedente.
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2021-13/05/2014-SRCMAR

Limiti alla spesa del personale e congedo parentale
La Sezione Liguria della Corte dei conti nella Deliberazione n 27/2014/PAR del 8 maggio 2014 fa presente che la giurisprudenza contabile in precedenti pronunciamenti ha elaborato una serie di ipotesi in cui, pur in presenza di una spesa di personale, la stessa va sottratta all’ambito applicativo del comma 557 dell’articolo 1 della Legge n. 296/2006 e pertanto non è computabile nell’ammontare rilevante al fine di valutare il rispetto di tale norma, che impone agli enti locali sottoposti al Patto di stabilità interno la riduzione delle spese di personale al lordo degli oneri riflessi e dell’Irap con esclusione degli oneri relativi ai rinnovi contrattali e con garanzia del contenimento della dinamica retributiva ed occupazionale.
Non è quindi escluso che vi possano essere situazioni specifiche in cui, pur in presenza di una spesa del personale in aumento rispetto a quella dell’anno precedente, di fatto non sia in atto una dinamica retributiva in espansione e che pertanto tale aumento non meriti di essere sanzionato ai sensi di legge.
La Sezione riconduce a queste ipotesi il caso in questione di aumento della spesa del personale a seguito della richiesta da parte di una dipendente della cosiddetta aspettativa per maternità, che rappresenta un diritto della lavoratrice il cui esercizio non può essere in alcun modo impedito dal datore di lavoro. La non riconducibilità dell’aumento al tetto disposto dal citato comma 557 è riconosciuta dalla Sezione in quanto derivante da un evento che sfugge al suo controllo del Comune, non prevedibile in fase di programmazione della spesa del personale, e che tra l’altro non comporta un’espansione della spesa né in termini strutturali ma neanche in termini assoluti.
Alla luce di queste considerazioni la Sezione affronta il caso in esame asserendo che la “neutralizzazione” dell’evento imprevisto non si realizza nel corso dell’esercizio finanziario corrente ossia nel 2014 (rientro dall’aspettativa, nuova assunzione, ecc.) bensì si è realizzato nel corso dell’esercizio precedente preso a riferimento per stabilire il tetto di spesa non superabile dall’Ente …

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