Controlli formali: attenzione agli adempimenti

L’art. 36-ter c. 2 del D.P.R. n. 600/73 prevede che gli uffici territoriali possano procedere, senza pregiudizio dell’azione accertatrice, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi, al controllo formale della stessa procedendo ad escludere, in tutto o in parte, lo scomputo delle ritenute d’acconto non risultanti dalle dichiarazioni dei sostituti d’imposta, ovvero ad escludere, anche solo in misura parziale, le detrazioni/deduzioni d’impostanon spettanti in base ai controlli effettuati. Oltre a consentire di correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nelle dichiarazioni dei sostituti d’imposta, il controllo formale della dichiarazione permette all’Amministrazione Finanziaria di determinare i crediti d’imposta spettanti in base ai dati risultanti dalle dichiarazioni e ai documenti richiesti ai contribuenti, nonché di liquidare la maggiore imposta sul reddito delle persone fisiche e i maggiori contributi dovuti sull’ammontare complessivo dei redditi risultanti da più dichiarazioni, presentati per lo stesso anno, dal medesimo contribuente.
Nel caso in cui dovesse riscontrare discrasie fra i dati in possesso dell’Amministrazione Finanziaria e quelli dichiarati, l’Ufficio (nel cui ambito territoriale è situato il domicilio fiscale del contribuente alla data di presentazione della dichiarazione) dovrà invitare il contribuente a presentare (o trasmettere) la propria documentazione integrativa ed a fornire i necessari chiarimenti. Detto invito si rende necessario al fine di portare a conoscenza del contribuente le motivazioni poste alla base dei recuperi d’imposta operati e di consentire a quest’ultimo, entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione, l’eventuale segnalazione di dati ed elementi non considerati (o valutati erroneamente dall’ufficio), anche mediante la produzione di documentazione a sostegno dei rilievi effettuati.
Il contribuente raggiunto dall’invito dell’ufficio dovrà, quindi, far pervenire la documentazione richiesta, atta a comprovare la correttezza degli oneri deducibili, delle detrazioni d’imposta, dei premi, contributi, crediti d’imposta e ritenute dichiarati, utilizzando i seguenti canali: consegna diretta agli sportelli dell’ufficio che ha effettuato il controllo formale, consegna mediante servizio postale o invio telematico della documentazione attraverso il sistema Civis. Se la documentazione integrativa non dovesse provare la correttezza dei dati dichiarati, oppure se il contribuente non dovesse risponde al predetto invito, l’Agenzia delle Entrate invierà una comunicazione con gli esiti del controllo formale contenente, altresì, la richiesta delle maggiori somme dovute.
 
Con il recente comunicato stampa del 13 giugno 2014, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare che, nell’ambito dei controlli formali delle dichiarazioni dei redditi, il termine di 30 giorni per esibire la documentazione richiesta decorre dalla data di effettivo ricevimento della comunicazione e che detto termine è ordinatorio (legato alla calendarizzazione delle attività degli uffici) e, quindi, non ha valore perentorio. Più nello specifico, si legge nel predetto comunicato, “i contribuenti che dovessero ricevere una comunicazione dell’Agenzia relativa al controllo formale del modello Unico 2012 Persone Fisiche che, per un errore materiale, riporta la data del 29 aprile 2013, sono invitati a non tenere conto di questa data e a considerare, invece, la data in cui hanno effettivamente ricevuto la comunicazione per calcolare il predetto termine di 30 giorni”.
Si rammenta, inoltre, che, le somme che risultano dovute a titolo d’imposta, ritenute, contributi e premi o di minori crediti già utilizzati, nonché di interessi e di sanzioni, possono essere pagate entro 30 giorni dal …

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