Utile d’esercizio: limite di distribuzione ed aspetti fiscali

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 5 aprile 2014

si è ormai prossimi alla fase di distribuzione degli utili ai soci (se i bilanci hanno chiuso in utile!): presentiamo un ripasso della normativa civilistica, i principi contabili e la disciplina fiscale, cui gli organi amministrativi di società devono porre particolare attenzione in fase di distribuzione di utili ai soci

 Si è ormai prossimi alla fase di distribuzione degli utili ai soci. E, quindi, il caso di esaminare la normativa civilistica, i principi contabili e la disciplina fiscale, cui gli organi amministrativi di società devono porre particolare attenzione, come peraltro osservato in dottrina.

L’utile (alla voce 23 Utile/perdita d’esercizio del Conto Economico del Bilancio) che risulta dal bilancio di esercizio, può essere destinato:

- alla distribuzione ai soci;

- all’accantonamento in una apposita riserva;

- alla copertura di perdite rinviate da esercizi precedenti;

- al riporto a nuovo e iscritto nella voce A VIII del Patrimonio Netto.

 

Limiti alla distribuzione

Al fine di garantire gli interessi dei soggetti coinvolti, il legislatore ha imposto i seguenti limiti alla distribuzione dell’utile d’esercizio:

- l’art. 2430 c.c. impone che, almeno il 5% degli utili di bilancio, deve essere accantonato a Riserva legale, fino al raggiungimento di un quinto del capitale sociale;

- se alla formazione dell’utile dell’esercizio hanno concorso componenti positivi di Conto economico, iscritti per effetto dell’applicazione di deroghe ai principi di

redazione del bilancio, l’utile d’esercizio deve essere accantonato in un’apposita riserva non distribuibile (art. 2423 c. 4 c.c.), fino a concorrenza del provento iscritto a Conto economico, al netto delle eventuali imposte differite rilevate in correlazione al provento medesimo;

- se alla formazione dell’utile dell’esercizio hanno concorso utili netti su cambi, l’utile deve essere accantonato in un apposita riserva non distribuibile fino al realizzo;

- se si è in presenza di perdite in sospeso, non può farsi luogo a ripartizioni di utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente (art. 2433 comma 3 c.c.);

- se, ai sensi dell’art. 2426 comma 4 c.c., alla formazione dell’utile dell’esercizio hanno concorso plusvalori iscritti a Conto economico su partecipazioni valutate secondo il metodo del “patrimonio netto”, rispetto al valore indicato nel bilancio dell’esercizio precedente, l’utile d’esercizio deve essere accantonato in un apposita riserva non distribuibile.

 

Vincoli statutari o assembleari

Lo Statuto Societario o la stessa As