Terzo settore: il 31 marzo scade l’EAS

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 21 marzo 2014

se intervenute modifiche nel corso del 2013 gli enti non commerciali devono presentare il modello EAS; esistono dubbi sull’applicazione dell’istituto della remissione in bonis per i ritardatari

L’art. 30 cc. 1 - 3-bis del DL 29.11.2008 n. 185 (convertito nella L. 28.1.2009 n. 2) ha subordinato la non imponibilità dei corrispettivi, delle quote e dei contributi percepiti dagli enti non commerciali di tipo associativo al ricorrere di talune condizioni: su tutti, il possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e la trasmissione, all’Agenzia delle Entrate, dei dati e delle notizie fiscali rilevanti mediante l’apposito modello EAS. Brevemente si ricorda che, sono obbligate, tra le altre, a trasmettere il predetto modello, le associazioni politiche, le associazioni sindacali e di categoria, nonché le associazioni sportive dilettantistiche, ancorché costituite nella forma di società di capitali o di società cooperative, senza fine di lucro. Peraltro, quest’ultimi enti, se riconosciuti dal CONI, potranno procedere alla compilazione del modello EAS secondo modalità semplificate ( C.M. 29.10.2009 n. 45).

 

Il modello EAS deve essere presentato, all’Agenzia delle En