Società di comodo: attenzione alla rilevazione delle imposte in bilancio

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 27 marzo 2014

siamo in fase di elaborazione dei bilanci d'esercizio: per quelle società che sono definibili "di comodo" e che calcolano l'IRES con le relative penalizzazioni va contabilizzato correttamente il fondo imposte

Le regole in tema di società di comodo rischiano, se applicate, di obbligare il redattore del bilancio a modificare il rendiconto d’esercizio per tener conto del maggior carico impositivo. Si rammenta, infatti, che, oltre ad aver introdotto una nuova presunzione di non operatività (società in perdita sistematica), la manovra di ferragosto (DL 138/2011) ha previsto per le società di capitali (S.p.a., S.r.l. e S.a.p.a.) ed i soggetti assimilati (società ed enti di ogni tipo non residenti, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato) che si qualificano "di comodo" (perché non hanno superato il test di operatività o perché in perdita sistematica) una maggiorazione del 10,5% dell'aliquota ordinaria dell'imposta sul reddito d’impresa (che passa, pertanto, dal 27,50% al 38%) da applicarsi sul reddito minimo, determinato a norma dell’art. 30 L. 724/1994.

 

Alla luce di quanto sopra, una società di capitali deve, pertanto, conoscere se è considerata o meno di como