Accertamento con adesione le nuove regole

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 10 febbraio 2014

un'analisi delle nuove regole che riguardano l'accertamento con adesione ed il pagamento dell'importo pattuito a seguito della possibilità di compensare tali debiti tributari coi crediti vantati dal contribuente verso la P.A.

Per effetto di quanto disposto dall’art. 8, del D.Lgs. n. 218/97, il versamento delle somme dovute per effetto dell'accertamento con adesione è eseguito entro venti giorni dalla redazione dell'atto, mediante delega ad una banca autorizzata o tramite il concessionario del servizio di riscossione competente in base all'ultimo domicilio fiscale del contribuente.

Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un massimo di otto rate trimestrali di pari importo o in un massimo di dodici rate trimestrali se le somme dovute superano i cento milioni di vecchie lire. L'importo della prima rata è versato entro il termine di venti giorni dalla redazione dell’atto. Sull'importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell'atto di adesione.

Entro dieci giorni dal versamento dell'intero importo o di quello della prima rata il contribuente fa pervenire all'ufficio la quietanza dell'avvenuto pagamento. L'ufficio rilascia al contribuente copia dell'atto di accertamento con adesione.

In caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, il competente ufficio dell'Agenzia delle entrate provvede all'iscrizione a ruolo delle residue somme dovute e della sanzione di cui all'art. 13 del D.Lgs. n. 471/97, applicata in misura doppia, sul residuo importo dovuto a titolo di tributo.



Le modalità di versamento delle somme dovute

Dalla lettura del dettato normativo sopra citato ne deriva che il versamento delle somme dovute in forza della sottoscrizione dell’atto di adesione deve avvenire entro i venti giorni successivi alla data di redazione dell’atto stesso, distintamente per ciascuna annualità d’imposta oggetto di definizione e tale adempimento costituisce condizione di efficacia per il perfezionamento del procedimento concordatario che, altrimenti, resta privo di efficacia. Si tratta di un termine perentorio, nel rispetto del quale il contribuente deve provvedere al versamento del totale dell'importo dovuto ovvero, nel caso di pagamento rateale, al pagamento della prima rata, unitamente alla presentazione della garanzia.

A seguito della modifica operata sull'art. 4 del D.Lgs. n. 237/1997 dall'art. 1 del D.Lgs. n. 422/1998, con effetto dal 1° gennaio 1999, il contribuente può effettuare i versamenti presso qualsiasi sportello bancario o postale e presso qualsiasi concessionario della riscossione, indipendentemente dal suo domicilio fiscale e dalla sede dell'ufficio destinatario del versamento.

Il modello F24 deve essere utilizzato, fra l’altro, per il pagamento di tutte le somme dovute a titolo di accertamento con adesione, ivi comprese le sanzioni, in riferimento alle imposte sui redditi, all'addizionale regionale IRPEF, ILOR, IRAP, IRPEG, al contributo straordinario per l'Europa, alle altre imposte sui redditi (imposta sul patrimonio netto delle imprese) e sostitutive (imposta sostitutiva su riserve o fondi in sospensione d'imposta, imposta sostitutiva da rivalutazione obbligatoria dei beni immobili delle imprese), alle ritenute alla fonte, al contributo al S.S.N..

L’utilizzo del modello F24 consente anche la compensazione con altri crediti vantati e tale agevolazione permette ai contribuenti di accedere più facilmente a questo istituto e di meglio valutare il rapporto costi-benefici dell’operazione.



La rateizzazione

Una significativa novità introdotta con il D.Lgs. n. 218/1997 riguarda la possibilità di rateizzare gli importi dovuti in forza dell’adesione, previo rilascio di idonea garanzia (secondo l’originaria formulazione), nel numero massimo di otto rate trimestrali di pari importo fra loro, ovvero di dodici rate in caso di pagamenti di somme superiori €. 51.646,00, importo che tiene conto dell’intera somma dovuta, comprensiva di imposte, interessi e sanzioni.

La decisione di pagare ratealmente e la scelta del numero delle rate è interamente demandata al contribuente, che può liberamente decidere come meglio articolare il proprio pagamento.

In caso di opzione per il pagamento rateale, il contribuente deve versare, entro venti giorni dalla data di redazione dell’atto di adesione, solo l’importo della prima rata: l’importo delle rate successive, maggiorato degli interessi legali calcolati dal giorno successivo a quello di perfezionamento dell’atto di adesione e fino alla scadenza di ciascuna rata, sarà versato con cadenza trimestrale.

Nei dieci giorni successivi alla scadenza del (primo o unico) pagamento, il contribuente deve far pervenire all’ufficio copia del versamento effettuato ovvero, in caso di pagamento rateale, copia dell’attestato di versamento della prima rata e la documentazione, in originale, attinente la garanzia rilasciata (ove ancora esistente). Il mancato pagamento anche di una sola delle rate successive autorizzava l’ufficio a notificare un apposito invito al garante (nella originaria formulazione normativa), richiedendo formalmente il pagamento; trascorsi trenta giorni, se il garante non versava l’importo garantito, il competente Ufficio delle entrate provvede all’iscrizione a ruolo delle predette somme a carico sia del contribuente che dello stesso garante.



Il pagamento rateale: excursus normativo

Brevemente ripercorriamo l’excursus normativo per fornire al Lettore un preciso quadro di riferimento, per meglio orientarsi a secondo del periodo storico.

L’art. 3, ccc. 1 e 2, del D.L. 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, è intervenuto, fra l’altro, sull’art. 8, del D.Lgs. n. 218/1997, al fine di escludere la prestazione di garanzia nel caso in cui l’importo complessivo delle rate successive alla prima non sia superiore a 50.000 euro. L’intervento normativo ha lo scopo di non imporre oneri gravosi al contribuente, quando l’importo rateizzato sia di entità non particolarmente rilevante, per agevolare altresì le definizioni. La modifica introdotta non trova applicazione ai procedimenti per i quali, alla data del 26 marzo 2010, sia intervenuto il perfezionamento dell’adesione (C.M. n.37/2010)

Successivamente, l’art. 23 del D.L. n.98 del 6 luglio 2011, commi da 17 a 20, convertito, con modificazioni, in L. n. 111/2011, ha introdotto una ulteriore serie di disposizioni finalizzate ad agevolare il pagamento rateale delle somme dovute da parte dei contribuenti nelle ipotesi di accertamento con adesione. In particolare, i commi da 17 a 19 hanno soppresso l’obbligo di prestare la garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria, ovvero rilasciata dai Confidi, nei casi di versamento rateale delle somme dovute a seguito di accertamento con adesione e conciliazione giudiziale per importi delle rate successive alla prima superiori a 50.000 euro. Come chiarito dalla stessa relazione illustrativa al decreto, la finalità del legislatore è stata quella di